In  una stalagmite dell'Argentarola i segreti dell'evoluzione climatica del passato - Comunicato ENEA

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COMUNICATI STAMPA

In  una stalagmite dell'Argentarola i segreti dell'evoluzione climatica del passato
Il delicato intervento di recupero e campionamento condotto con successo da ENEA e VVFF


Documento senza titolo L'ENEA, nell'ambito delle ricerche condotte per lo studio del clima, ed in particolare dei cambiamenti che si sono verificati nel passato cui sono correlati abbassamenti ed innalzamenti del livello del mare, è impegnato nel campionamento e nell'analisi di stalagmiti di antichissima formazione, dalle cui stratificazioni di carbonati e' possibile ricostruire l'evoluzione climatica.
I ricercatori dell'ENEA, in un'operazione congiunta condotta a metà giugno con il Nucleo Sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Roma, sono riusciti nell'intervento di recupero e nella realizzazione del campionamento di una stalagmite di 90 kg, alta circa un metro, situata a -23 metri nella grotta sommersa dell'isola dell'Argentarola (in provincia di Grosseto, vicino al Promontorio dell'Argentario), che costituisce uno speleotema di rilevante importanza scientifica per le sue dimensioni e per il suo spessore (quadruplo rispetto a speleotemi già studiati provenienti dalla stessa grotta sommersa).

La sezione operata sulla stalagmite ha permesso di rilevare una lunga serie temporale di elementi indicativi dei livelli marini e continentali impressi nelle sue stratificazioni, presenti in numero estremamente maggiore rispetto a precedenti campionamenti.
Lo speleotema, che verrà analizzato nei laboratori della National Australian University di Camberra, sarà sottoposto all'analisi del rapporto isotopico dell'ossigeno sui carbonati sia marini che continentali ed a datazioni U\Th TIMS (uranio/torio Termoionizzazione), al fine di migliorare la comprensione dei meccanismi climatici del passato, ed in particolare di quelli che hanno provocato variazioni di livello del mare, alla profondità di - 18 metri in tutto il Mediterraneo. Nella stalagmite sono rimaste impresse 5 trasgressioni marine in un arco di tempo che va da 330.000 anni fa ad oggi, fornendo elementi di conoscenza circa la loro durata, le paleotemperature dell'aria dei periodi glaciali, quando la cavità era ben lontana dal mare, nonché le temperature dell'acqua del mare per i periodi durante i quali la stalagmite era sommersa dal mare e ricoperta da organismi marini Serpulidi (gusci marini).
Il geologo dell'ENEA, Fabrizio Antonioli, ha coordinato la delicata operazione di recupero dello speleotema condotta dal Nucleo Sommozzatori dei VVFF di Roma, che ha richiesto 4 giorni di lavoro.

Le ricerche condotte dall'ENEA sulle stalagmiti della grotta dell'Argentarola erano già state oggetto di un servizio giornalistico comparso sulla rivista inglese New Scientist Journal, pubblicato circa un anno fa, corredato da un efficace reportage fotografico, che ne aveva dato ampia visibilità. Successivamente, qualcuno ha tentato, senza riuscirci, di asportare dalla grotta una delle stalagmite più grandi; infatti, lo speleotema che è stato ora recuperato, era stato già staccato da ignoti dal soffitto della grotta ed imbragato con corde e giaceva incastrato in fondo ad un pozzo fangoso a -23 metri.
Il fango che riempiva la grotta e la visibilità estremamente limita hanno reso necessario effettuare un'operazione di bonifica, mentre per l'estrazione della stalagmite incastrata nella cavità sono stati impiegati 4 palloni di recupero.

Le fasi più significative dell'operazione di recupero sono state riprese dalle telecamere della troupe di Superquark, che le presenterà nel corso della trasmissione che andrà in onda il prossimo 19 agosto.
Sono disponibili foto in digitale dello speleotema, che possono essere inviate per posta elettronica su richiesta, scrivendo a: fabrizio.antonioli@casaccia.enea.it

Roma, 02 Luglio 2003

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