"Laboratori virtuali" per riprodurre i cambiamenti climatici - Comunicato ENEA

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"Laboratori virtuali" per riprodurre i cambiamenti climatici


La Conferenza "I modelli climatici, l’effetto serra e il futuro del nostro pianeta", che si è tenuta oggi presso la sede ENEA di Roma, è stata l’occasione per riunire le principali competenze italiane che svolgono attività di ricerca sui modelli climatici e sull’effetto serra (ENEA, INGV, CNR), a cui ha partecipato il Prof. Vittorio Canuto (NASA, Columbia University, Comitato Scientifico ENEA).

Il Prof. Luigi Paganetto, Commissario Straordinario dell’ENEA, ha evidenziato l’importanza dello sviluppo dei modelli numerici, da intendersi come dei "Laboratori virtuali", fondamentali per riprodurre il complesso sistema della variabilità climatica e per la rappresentazione degli scenari futuri. Lo sviluppo di questi studi è necessario per costituire le competenze di base di cui il Paese ha bisogno e per acquisire un sistema di informazioni scientifiche idoneo a supportare decisioni politiche e di pianificazione del territorio.

La ricerca sui cambiamenti climatici costituisce oggi una delle sfide più importanti per il mondo scientifico perché richiede il coinvolgimento e l’integrazione di altri settori della ricerca scientifica, con un’interazione tra la ricerca di base, la ricerca applicata e l’industria di punta.

Negli ultimi anni, la necessità di sviluppare modelli numerici sempre più complessi, in grado di riprodurre il clima attuale e di rappresentarne le tendenze future, ha dato un significativo impulso al settore dei supercalcolatori, facendo di questi studi un indicatore del livello tecnico-scientifico raggiunto da un paese. Allo stato delle competenze attuali è possibile riprodurre i fenomeni climatici fondamentali, ma permangono ancora forti difficoltà nella rappresentazione della variabilità del clima su scala regionale.

Le attività antropiche si trovano sempre più a fare i conti con il clima, che è andato acquisendo un significativo peso scientifico ed economico per le ricadute sui trasporti aerei e marittimi, sull’agricoltura, sulla pesca, sul turismo, ecc. Lo sviluppo socio-economico e tecnologico che caratterizza le società industrializzate e l’aumento demografico della popolazione mondiale acuiscono gli effetti dell’impatto causato dalle emergenze ambientali, mettendo a dura prova le capacità di adattamento dei diversi habitat e dell’uomo, come nel caso dei cambiamenti intensi e repentini che hanno sempre interessato il nostro pianeta, come l’ultima glaciazione avvenuta 11.000 anni fa.

L’area mediterranea costituisce una delle regioni più esposte agli effetti dell’impatto dei cambiamenti climatici, con conseguenze cruciali per la sopravvivenza delle specie viventi, le cui emergenze ambientali più drammatiche riguardano:

  1. La diversa disponibilità d’acqua tra nord e sud Europa e tra nord e sud Italia: Previsione delle aree a scala regionale maggiormente soggette a carenze idriche;
  2. Il degrado del suolo, i danni all’agricoltura e agli ambienti costieri per l’innalzamento del livello del mare: Valutazione delle conseguenze sociali, economiche ed ecologiche delle variazioni nell’uso del territorio e della copertura vegetativa;
  3. Lo spostamento verso nord degli ecosistemi e le variazioni di biodiversità: valutazione degli effetti delle modifiche dell’habitat e della perdita della varietà biologica sui bisogni alimentari;
  4. Propagazione di malattie e conseguenze sanitarie di sbalzi termici: valutazione delle diffusione delle malattie estranee all’ambiente mediterraneo e danni causati dalle ondate di calore all’interno dell’ambiente vivente (ad esempio evento dell’estate del 2003).

L’ENEA è impegnato da anni in attività di ricerca sul clima in diversi settori, che riguardano:la modellistica oceanica ed atmosferica del bacino Mediterraneo, le osservazioni climatiche sia in mare che in atmosfera, sia nel bacino mediterraneo che in Antartide, lo studio del paleoclima e la valutazione degli impatti ambientali dei cambiamenti climatici.

 

Roma, 23 Marzo 2006

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