Presentazione risultati XXI spedizione italiana in Antartide - Comunicato ENEA

[ Vai direttamente ai contenuti ]

In questa pagina sono disponibili i seguenti servizi e contenuti:
Menu di servizio per contatti e mailing list;
Menu delle aree del sito per la stampa;
Contenuti
Informazioni sul sito

[ Torna inizio pagina ]

[ Torna inizio pagina ]

Sei in: Home contiene Comunicati stampa contiene Presentazione risultati XXI spedizione italiana in Antartide

COMUNICATI STAMPA

Presentazione risultati XXI spedizione italiana in Antartide
Vulcani di fango sottomarini e ghiaccio di 850.000 anni fa


La Spedizione italiana in Antartide ha da poco concluso la XXI Campagna antartica, organizzata dal Consorzio per l’attuazione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, riuscendo a conseguire i risultati scientifici prefissati e ad attuare i progetti tecnologici e logistici in programma.

Vulcani di fango nel Mare di Ross
In prossimità della costa occidentale del Mare di Ross, sono stati scoperti per la prima volta dei rilievi sottomarini, alcuni dei quali sono dei vulcani di fango. In una zona di circa 20 x 30 km, posta tra i 500 e i 700 metri di profondità, sono stati individuati una quindicina di rilievi con diametro fino a 3 km e un’altezza di circa 100 metri, di cui numerosi sono vulcani.  La scoperta è stata ottenuta durante la campagna geofisica effettuata per lo studio dei legami tra la cinematica e la successione temporale della tettonica cenozoica della Terra  Vittoria/Mare di Ross con le zone di frattura dell'Oceano Meridionale. La nave da ricerca Explora dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) di Trieste ha effettuato l’acquisizione di dati di morfobatimetria con un ecoscandaglio multifascio montato a chiglia della nave. L’ecoscandaglio, che ha ben 240 raggi per sondare la profondità del mare, permette di ricavare una immagine tridimensionale estremamente accurata del fondo marino.

I vulcani di fango si formano per la presenza nel sottosuolo di gas e fluidi (in cui sono disciolti i gas) in sovrappressione che si mescolano a sedimenti e risalendo lungo sistemi di fratture e faglie fuoriescono sul fondo del mare. Mentre i gas e i fluidi si disperdono nell’acqua, i sedimenti eruttati, costituiti principalmente da fango, si depositano in prossimità del punto di fuoriuscita e producono edifici conici tipici dei vulcani.

I vulcani trovati sono legati ad un particolare tipo di gas, i gas idrati, che sono composti solidi (perché ghiacciati) di gas, principalmente metano, e acqua, che si formano a bassa temperatura e alta pressione. Al di sotto dei gas idrati, per l’aumento della temperatura a causa del gradiente geotermico, i gas non sono più idrati, bensì sono “liberi”, e possono risalire verso la superficie del fondo marino lungo fratture.

I gas idrati costituiscono una riserva di carbonio organico enorme, più grande di quella degli altri idrocarburi, e sono importantissimi a livello climatico, perché constribuiscono al bilancio globale del carbonio. Inoltre il gas metano ha un potenziale di effetto serra, almeno dieci volte superiore all’anidride carbonica. Se la temperatura si alza, allora cambiano le condizioni di stabilità dei gas idrati che possono dissociarsi e quindi fuoriuscire dai sedimenti ed entrare nell’oceano e poi nell’atmosfera. Per avere una stima del bilancio globale del carbonio è necessario conoscere anche le sorgenti, e i vulcani di fango sono una di queste, in quanto rappresentano uno dei punti di scambio del gas dalla geosfera, cioè dal sottosuolo all’oceano e da qui all’atmosfera. Anche per i gas idrati si tratta della prima evidenza nel Mare di Ross.

I vulcani di fango sono importanti anche dal punto di vista ambientale in quanto l’emissione di gas e fluidi può creare le condizioni per lo sviluppo di ecosistemi in ambienti estremi, in particolari di organismi che si nutrono di gas, aprendo nuove prospettive anche per ricerche biologiche in Antartide.

Attività di perforazione profonda nel ghiaccio
I glaciologi presenti in Antartide, provenienti da diverse nazioni, sono riusciti ad eseguire tre importanti perforazioni sul plateau antartico, finalizzate al recupero di campioni di ghiaccio per lo studio dei cambiamenti climatici nel passato.
Il ghiaccio più antico finora estratto rimane quello della perforazione EPICA DC (Dome C), a una profondità di 3270m, che ha un’età di circa 850 mila anni.

A Dronning Maud Land (DML),  in prossimità della stazione tedesca Heinz Khonen, è stata completata la seconda perforazione del Programma EPICA (European Program for Ice Coring in Antartica), raggiungendo la profondità di 2774 m. Anche questa perforazione dovrebbe avere superato l’età di mezzo milione di anni.

I dati della perforazione EPICA DC, finora analizzati, mostrano gli ultimi 8 cicli climatici, durante i quali i gas serra CO2 e metano sono sempre rimasti su valori nettamente inferiori a quelli attualmente raggiunti, a seguito delle alterazioni prodotte dall’uomo nell’atmosfera negli ultimi due secoli. E’ stato inoltre mostrato il ruolo importante dell’estensione dei ghiacci marini nelle variazioni climatiche, per l’effetto che questi hanno sulla percentuale di radiazione solare che viene riflessa.

La perforazione EPICA DML ha invece mostrato che sui cicli climatici maggiori sono sovrapposte oscillazioni climatiche di più breve durata (circa un millennio), che risultano,  però,  non in fase con le analoghe oscillazioni osservate in Groenlandia, nell’emisfero settentrionale, a supporto della teoria dell’ ”altalena bipolare”, secondo la quale le correnti termoaline nell’Atlantico trasferiscono  calore alternatamente nei due emisferi.  

A Talos Dome, circa a 200 km dalla  Stazione italiana Mario Zucchelli, la nuova perforazione del progetto TALDICE (Talos Dome Ice Project), a leadership italiana, è arrivata a 608 m di profondità, ove l’età stimata della carota  è di 7500 anni dal presente, nel pieno del cosiddetto “optimum climatico olocenico”, quando la temperatura media sulla Terra era di circa 2°C più calda dell’attuale. 

PNRA S.C.r.l.
TEL. 06/30483912
Fax 06/30484893
www.pnra.it
www.italiantartide.it

Didascalia della figura
Parte del rilievo morfobatimetrico eseguito nell'OFS Explora Mound Field, in cui sono evidenti alcuni vulcani di fango.

Rilievo eseguito nell'OGS Explora Mound Field

Roma, 14 Giugno 2006

[ Torna inizio pagina ]

2002/2008 - Powered by ENEA INFOUTE & RESUSMEDIA & RESRELCOM