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COMUNICATI STAMPA

La costruzione del Reattore a Fusione ITER: un'impresa senza precedenti che offre opportunità e sfide per il sistema Italia
Il 20% delle commesse all'HiTech Italian come ricaduta della ricerca ENEA


ITER,  il reattore a fusione termonucleare che verrà realizzato a partire dal 2007 in Francia, a Cadarache, è un progetto trentennale frutto di un accordo di collaborazione tra Europa, Stati Uniti, Giappone, Russia, RF, Cina, India e Corea del Sud. Il programma, che prevede la costruzione di ITER nei primi dieci anni e il suo sfruttamento scientifico nei successivi 20, è finalizzato a dimostrare la possibilità di utilizzare la fusione come fonte di energia rispettosa dell’ambiente, praticamente inesauribile e sicura. Il valore complessivo del programma è di circa 10 miliardi di euro, di cui 4.5 per la costruzione. Il contributo europeo al costo di investimento è pari al 50%, mentre ciascuno degli altri sei partner contribuirà per il 10% (si tiene conto di un 10% di imprevisti). Il valore dei componenti che l’Europa dovrà fornire è di circa 1750 milioni di Euro.

Per l’industria italiana la costruzione di ITER rappresenta l’opportunità di operare in un settore ad alta tecnologia che può accrescerne la competitività; l’Italia, infatti, punta ad acquisire circa il 20% delle commesse, concentrate soprattutto nei campi dei magneti superconduttori, dei componenti per alti flussi termici, della meccanica, della manutenzione remota, delle alimentazioni elettriche, dei controlli e degli iniettori di neutri. Inoltre vi sono anche opportunità in settori più convenzionali come edifici e impiantistica relativa. Si prevede, inoltre, che il  know how acquisito per la messa a punto delle forniture necessarie, avrà ricadute sull’indotto di altri settori high-tech, in cui c’è l’esigenza di operare con elevati standard di qualità sia produttiva che organizzativa. L’Italia dovrà prepararsi per affrontare la sfida costituita dalla concorrenza dell’industria europea, anche in vista delle prime gare d’appalto in programma per il prossimo anno.

ITER è un reattore sperimentale che costituisce un sistema complesso, che richiede competenze multidisciplinari molto diversificate, essendo i campi tecnologici di intervento molto vasti. E’ necessario, perciò, mettere a sistema questo know how, tipicamente patrimonio del mondo della ricerca, ed in particolare dell’ENEA, che ha permesso di sviluppare ITER, instaurando un coordinamento con il sistema industriale italiano in modo da realizzare uno scambio di conoscenze fondamentale per risultare competitivi. La costituzione di apposite joint venture tra diverse imprese consentirà inoltre di  aggregare le competenze necessarie per la realizzazione dei componenti.
Specifiche azioni verranno messe a punto dall’ENEA, insieme ai suoi partner nelle attività sulla fusione (Consorzio RFX di Padova e l’IFP del CNR di Milano), per preparare l’industri italiana interessata a partecipare alla costruzione di ITER.

Ciascuno dei partecipanti fornirà direttamente i componenti di ITER, con una fornitura cosiddetta in “KIND”. Solo una piccola frazione dell’investimento, pari a circa al 10%, verrà gestita direttamente dal Team di ITER, per approvvigionare principalmente componenti e sistemi molto particolari, che richiedono know how specifico, sviluppato tipicamente nei laboratori di ricerca. Per ciascuno dei Paesi membri opereranno specifiche AGENZIE, che affiancheranno il Team di ITER, per curare la gestione dei contratti di costruzione secondo uno schema di suddivisione concordato tra le parti. L’Agenzia europea, che ha sede a Barcellona, è stata temporaneamente chiamata “ELE” (European Legal Entity).

Di tutto ciò si è parlato a margine  della 33° Conferenza sulla Fisica del Plasma organizzata dall’ENEA per la Società Europea di Fisica, tenutasi questa settimana a Roma.

 

Roma, 22 Giugno 2006

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