V Rapporto dell'Osservatorio Enea su: L'Italia nella competizione tecnologica internazionale - Comunicato ENEA

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COMUNICATI STAMPA

V Rapporto dell'Osservatorio Enea su: L'Italia nella competizione tecnologica internazionale
Sotto il 2% la quota di export high tech. Accentuato il divario tecnologico rispetto ai maggiori Paesi europei


Il Quinto Rapporto dell’Osservatorio Enea apre un dibattito sul posizionamento dell’Italia nella competizione tecnologica internazionale e sull’innovazione nell’industria italiana e sulle relative misure di politica industriale.
Con la recente ripresa dell’economia mondiale (2002-2005) il processo di globalizzazione che, già agli inizi degli anni ’90, aveva favorito le dinamiche del cambiamento tecnologico e la trasformazione delle maggiori economie industriali, appare ulteriormente rafforzato.
Partendo da questo contesto, l’analisi del Quinto Rapporto dell’Osservatorio Enea sull’Italia nella competizione tecnologica internazionale rileva uno scenario competitivo che è non solo più ampio, ma anche più complesso e che per questo impone una lettura qualitativamente diversa della leadership economica dei maggiori paesi industriali.
In questo contesto si conferma l’emersione crescente di un’area asiatica, tuttavia ancora fortemente dipendente dal flusso degli investimenti esteri e dalle  capacità innovative dei paesi avanzati. Queste vicende si riflettono sulle capacità di accumulazione di Stati Uniti, Europa e Giappone, segnalando un preoccupante andamento negativo dei saldi commerciali da parte degli Stati Uniti, anche nelle produzioni ad alta tecnologia, mentre il Giappone attenua le perdite degli anni passati e l’Europa conferma una ripresa da una situazione di profondo rosso degli anni novanta.
L’Unione Europea appare tuttavia come una somma di singoli paesi, ognuno con una sua dinamica e nella quale si delineano tre diverse aree: un’area nord-scandinava che ha fatto dello sviluppo tecnologico il proprio fattore di sviluppo, un’area centrale con le tradizionali potenze industriali che reggono i nuovi termini del confronto economico internazionale e un’area  del sud, costituita da Portogallo, Spagna, Italia e Grecia, dove le trasformazioni tecnologiche incontrano difficoltà crescenti.
Il nostro Paese, nel periodo 2003-2005, malgrado la relativa ripresa dell’economia internazionale, ha subito una caduta della quota di mercato nei prodotti high tech al di sotto del 2%.
Tale situazione riguarda la minore crescita e i “prezzi” pagati dal sistema economico nel suo complesso, sintetizzati in una perdita di risorse dovute al deficit negli scambi commerciali, pari a un punto percentuale di  Pil, ma anche per il minore valore aggiunto accumulato dal nostro sistema produttivo e dai conseguenti minori livelli retributivi.
L’analisi strutturale di questa anomalia italiana e la necessità di un cambiamento profondo delle politiche della ricerca, dell’innovazione tecnologica e dello sviluppo  sono affrontate dal Rapporto anche attraverso una analisi preliminare dei percorsi alternativi perseguiti dai sistemi innovativi nazionali di maggior successo. Intorno a quest’ultimo tema si è concentrata l’attenzione della tavola rotonda organizzata da Enea, Associazione Rossi Doria, Roma3 e Crei presso la Facoltà di Economia di Roma3, presieduta dalla Prof. Anna Giunta (Università Roma3 e Associazione Rossi Doria) e alla quale hanno preso parte Andrea Bianchi, in rappresentanza del Ministro per lo Sviluppo Ecnomico, Luigi Paganetto, Presidente Enea, Paolo Leon, dell’Università di Roma3, Raffaele Brancati del MET, Carlo Pietrobelli dell’Università Roma3 e Crei.

Roma, 16 Marzo 2007

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