Le piante che resistono alla siccità - Desertificazione - Ambiente, cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile

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Le piante che resistono alla siccità


Piccolo vademecum dell'agricoltore di domani

È una nuova agricoltura quella che si prospetta all’orizzonte, con piante in grado di sopportare temperature più elevate e quindi di resistere ad una scarsità delle precipitazioni. Il segreto è comprendere a fondo gli effetti della siccità sulle piante, migliorando quindi sia le pratiche agricole, in relazione ad un ottimale utilizzo delle risorse idriche, che gli sforzi di incrocio e selezione per ottenere varietà più adatte alle mutate situazioni climatiche. Per quanto riguarda poi la resistenza alla scarsità idrica, l’ENEA sulla base del Rapporto presentato nel 2007 dalla Commissione Europea, ha stilato una sorta di vademecum con alcune indicazioni sugli orientamenti agricoli da tenere presente. Si scopre così che gli orzi sono più resistenti dei frumenti duri, ma soprattutto di quelli teneri; quanto alle avene le varietà precoci sono più resistenti delle tardive; tra i legumi, la maglia rosa spetta, in ordine decrescente, a fava, lupino bianco, lenticchia, cece e pisello, mentre tra gli erbai svetta la veccia seguita dalla favetta e dal fieno greco, che risultano più resistenti del trifoglio incarnato. Infine nei prati la classifica mette sul podio la sulla, seguita dalla medica, dalla lupinella e dal trifoglio pratense. Il nocciolo della questione è ancora una volta la ricerca. A questo proposito sono stati fatti molti progressi sull’interpretazione delle relazioni che esiste in una pianta in carenza di acqua tra struttura, funzione delle foglie e morfologia delle radici. Gli strumenti di biologia e i progetti di genomica per il sequenziamento completi di alcune specie vegetali, hanno fortemente contribuito ai grandi progressi compiuti nella comprensione dei meccanismi molecolari che sono alla base della risposta fisiologica delle piante stressate. Di colture e varietà più resistenti allo stress idrico e salino e capaci di adattarsi meglio ai cambiamenti climatici in atto parla il dott. Massimo Iannetta, responsabile del progetto RIADE (Ricerca Integrata per l’Applicazione di tecnologie e processi innovativi per la lotta alla DEsertificazione) dell’ENEA sulla desertificazione: "L’ENEA ha appena terminato una sperimentazione su larga scala presso la stazione sperimentale di Obregon, situata nella zona desertica nel nord ovest del Messico, ai confini con il Texas. In questa area desertica sono stati testati delle varietà di grano capaci di crescere con poca acqua.”


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