I modelli climatici dell'IPCC - Il Clima - Ambiente, cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile

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I modelli climatici dell'IPCC


Sono 130 i Paesi che fanno parte dell'Intergovernmental Panel on Climate Change, IPCC, (Comitato intergovernativo per i cambiamenti climatici) l'istituzione delle Nazioni Unite incaricata di monitorare i cambiamenti climatici. Si tratta di un comitato formato nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite, la World Meteorological Organization (WMO) e l'United Nations Environment Programme (UNEP) che, per studiare il riscaldamento globale, ha elaborato modelli che sono alla base di accordi mondiali, primo tra tutti il Protocollo di Kyoto. L’unico italiano che ha contribuito direttamente alla compilazione del rapporto del WGI (Gruppo di lavoro 1 sul sistema clima e sui cambiamenti climatici ) dell’AR4  (Quarto rapporto di valutazione) dell’IPCC è il climatologo dell’ENEA, Vincenzo Artale. Secondo i modelli climatici elaborati dall’IPCC, la temperatura aumenterà tra 1,4 °C e 5,8 °C nel periodo tra il 1990 e il 2100, provocando vistosi mutamenti climatici, tra cui un aumento del livello del mare dovuto all'espansione termica e allo scioglimento dei ghiacci continentali e montani. Dal 1970 ad oggi il numero e l'intensità dei cicloni tropicali, infatti, è aumentata considerevolmente. In Antartide si sta osservando un aumento della temperatura in Penisola Antartica (fino a 2,5 °C in 50 anni) e un aumento della temperatura e un aumento della velocità dei ghiacciai che ha portato ad un bilancio negativo della calotta occidentale antartica. Contemporaneamente si sta assistendo allo scioglimento del ghiaccio marino in Artico con una riduzione fino al 10% per decade e dei ghiacciai continentali della Groenlandia e dell’Alaska. Si è calcolato che la quantità di ghiaccio che defluisce verso la costa è passata in Groenlandia da 90 km3 l'anno nel 1996 a 220 km3 l'anno nel 2005. Altri cambiamenti climatici quali alluvioni, siccità, onde di calore, possono ridurre i rendimenti agricoli o causare estinzioni di specie biologiche; inoltre le maggiori temperature hanno poi contribuito alla comparsa di alcune specie, come la zanzara tigre o numerosi pesci e malattie tropicali nel Mediterraneo.Tuttavia è difficile prevedere con certezza cosa accadrà in futuro, anche perché i processi climatici non seguono percorsi lineari e gli scenari dei cambiamenti climatici futuri, potrebbero portare ad esempio ad una forte variazione della circolazione meridionale (Sud-Nord) ed una relativa riduzione del ramo più a Nord della corrente del Golfo ed una forte ricircolazione nella zona subtropicale, favorita dalla diminuzione della salinità nelle acque atlantiche dovute allo scioglimento dei ghiacci artici della Groenlandia, e questo complessivamente potrebbe innescare addirittura un raffreddamento di parte del continente occidentale europeo.

Per saperne di più:

Dossier: "ENEA per lo studio dei cambiamenti climatici e dei loro effetti"

 

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