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Sappiamo che la variabilità del clima della regione Mediterranea è interconnessa a quella del settore
Atlantico. Inoltre, l’interazione tra i cicloni mediterranei e la complessa topografia dell’area produce a sua volta rilevanti fenomeni oceanici, che possono interessare le coste italiane, quali ad esempio gli eventi di acqua alta. Per quel che concerne la variabilità climatica del settore Atlantico, è dominata da una bassa pressione centrata sull’Islanda contrapposta ad un’alta pressione centrata
intorno alle Azzorre. L’intensità relativa di questi due centri di bassa e alta pressione non è costante nel tempo, ma varia sia sulle scale dei pochi giorni che su quelle dei mesi e degli anni. L’alternarsi dell’intensità relativa tra questi due centri di pressione è determinante nell’evoluzione e nel cammino delle perturbazioni atlantiche verso l’Europa e condiziona il regime di precipitazioni nel
settore Mediterraneo e Nord-Europeo. Questa ‘altalena’ del clima Atlantico è nota come la North Atlantic Oscillation (NAO), la cui intensità viene misurata quantitativamente con un determinato indice che, quando è positivo registra una piovosità inferiore alla norma, quando invece è fortemente negativo indica che le precipitazioni sono più intense del normale.
Per saperne di più:
Dossier: "ENEA per lo studio dei cambiamenti climatici e dei loro effetti"
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