Un mix salvavita per grandi ustionati - Agricoltura eco-sostenibile, agroindustria, biotecnologie

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QUALCHE SPUNTO SU...

Un mix salvavita per grandi ustionati


Intervista a Fiorella Carnevali

 Il team di ricerca che ha lavorato al mix ALL IN ONE è stato premiato tra le "Eccellenze ENEA 2008" 

Si chiama “MIX 557” l’unguento ricavato dalla combinazione di due piante (una occidentale Iperico o Erba di San Giovanni, “Hypericum perforantum, L” e l’altra asiatica Neem, “Azadirachta indica, A”) che dopo una eccellente sperimentazione sugli animali sta dando risultati eclatanti anche sull’uomo. Il prodotto è stato brevettato dall’ENEA nel 2004, con la dicitura "composizione fitoterapica con effetti cicatrizzanti biocida e repellente per la cura e la risoluzione delle lesioni esterne di qualunque estensione e natura". Nel 2007 ha ottenuto la concessione europea e nel 2008 ha completato la procedura per il rientro nazionale del brevetto europeo con il N° 48211BE/2008.
Fiorella Carnevali – veterinario - e  Stephen Andrew van der Esch – biologo - ricercatori Enea, sono gli inventori di questa composizione fitoterapica che ha permesso di raggiungere risultati straordinari per la cura di ferite molto difficili, prima in diverse specie animali (caprini, ovini, alpaca, cani, gatti, cavalli) e poi sull’uomo. Il medicamento messo a punto dai ricercatori presenta tutte le caratteristiche di un rimedio “ALL IN ONE” grazie alle spiccate proprietà cicatrizzanti, antibatteriche, antidisidratative e lenitive, tiene lontani mosche, mosconi, moscerini, zanzare, tafani e altri insetti ed evita la deposizione delle uova sulle ferite e lo sviluppo delle larve (effetto repellente e biocida). Può essere applicato sin dai primi stadi del trauma e fino alla completa risoluzione, associato o meno a fasciatura protettiva.

Com’è iniziata la vostra ricerca?
Abbiamo iniziato studiando gli antiparassitari esterni, a base di sostanze naturali nell’ambito della filiera di produzione di fibre pregiate da animali quali Angora, Alpaca, Cachemire. Avevamo necessità di impedire la colonizzazione stagionale da parte dei ditteri miasigeni (mosche che depositano uova o larve vive sui tessuti vivi) delle ferite che si provocano durante la tosatura degli animali da fibra, senza danneggiare i tessuti lesi. Questa problematica assume proporzioni drammatiche nei continenti in cui l’allevamento per la produzione di fibre animali (lana) è l’attività principale (Australia e Nuova Zelanda), ma incide altrettanto sistematicamente su tutte le produzioni zootecniche durante le stagioni più calde e in tutti i paesi tropicali. Conoscevamo già gli effetti della pianta di Neem - usata da circa tremila anni nella medicina tradizionale indiana e successivamente diffusa in tutti i paesi tropicali dagli indiani al seguito degli inglesi al tempo delle colonie - sulle ferite per allontanare gli insetti e sapevamo che l’Iperico era anticamente conosciuto per la cicatrizzazione delle piaghe. La combinazione degli estratti oleosi ha portato, dopo vari tentativi, al prodotto che è oggi: un unguento che non solo cura e rimargina qualunque tipo di lesione esterna, ma anche evita la infestazione da larve di ditteri Miasigeni fino alla guarigione. Il preparato da un lato  forma una barriera trasparente che evita l’attacco dei germi sulla superficie lesa (una delle principali cause di morte in caso di grandi ustioni) e dall’altro aiuta la ricomposizione in tempi rapidi del tessuto di granulazione dalla qualità del quale dipenderà la guarigione con esito migliore anche sulle cicatrici. 

Sull’uomo quali sono le sue applicazioni?
Abbiamo rilevato risultati eccellenti, visibili sin dalle prime medicazioni, sia sulle lesioni acute che su quelle croniche come ulcere vascolari o secondarie a diabete o piaghe da decubito. Può essere impiegato per tutti gli usi medicali ospedalieri e ambulatoriali su tutte le tipologie di lesioni esterne, considerando che le popolazioni occidentali sono in progressivo invecchiamento e l’incidenza delle lesioni croniche e da pressione sono in costante aumento. Ma non basta. Il MIX 557 si rivelerà molto utile come presidio medicale nelle emergenze militari e civili, quando un gran numero di persone sono traumatizzate e ferite e i presidi medico-chirurgici non sono organizzati o sufficienti, oppure per la terapia delle ustioni di grande estensione la cui probabilità di guarigione è inversamente proporzionale all’estensione dell’ustione. Un aspetto non ancora indagato a livello istologico, ma rilevato clinicamente nella casistica sperimentale, è rappresentato dalla elevata qualità delle cicatrici che riusciamo ad ottenere con il nostro MIX 557, specie su estese e severe lesioni traumatiche. Indolore e lenitivo, secondo il sistema di valutazione VAS (Visual Analogic Scale), è pratico anche per l’automedicazione.

E’ così speciale sia sugli uomini che sugli animali?
I risultati che abbiamo ottenuto sin da subito sugli animali, sia di grande che di piccola taglia, su ferite devastanti, gravemente complicate da infezioni o da infestazioni, anche in condizioni di assoluta mancanza di condizioni igieniche minimali, ci hanno indotti ad estendere la sperimentazione anche all’uomo. Per la sperimentazione sugli animali abbiamo adottato il “regime di compassione”, una modalità presa dai protocolli oncologici per pazienti umani terminali, e applicata agli animali destinati ad essere soppressi a causa della gravità delle ferite, previo consenso dei proprietari. Tutti i casi trattati hanno avuto esito positivo. Questo ha permesso di estendere la sperimentazione anche a ferite meno devastanti e su molte altre specie animali, soprattutto cavalli, grazie anche alla collaborazione con i servizi veterinari dell’Esercito e dell’Arma dei Carabinieri (Reggimento Carabinieri a Cavallo e Reggimento Corazzieri). Sui cavalli il successo del MIX come cicatrizzante di eccellenza è ancora più sorprendente in quanto questi animali soffrono di una specialissima difficoltà di cicatrizzazione (in linguaggio tecnico nota come reazione cheloidea) che invece viene perfettamente controllata da questo medicamento. Inoltre questi animali, che sono estremamente sensibili al dolore, mostrano grande giovamento dalla utilizzazione del MIX permettendo la gestione delle ferite senza dover ricorre alla sedazione quotidiana. In sostanza il MIX 557 permette la gestione di ferite importanti anche in assenza di adeguate condizioni igienico-sanitarie, senza dolore e con decorso senza complicazioni. E se questo è vero per la veterinaria, lo è ancora di più per la medicina umana dove le lesioni esterne, principalmente di natura cronica, sono in costante aumento e i cui costi di gestione pesano sul sistema sanitario nazionale sempre più pesantemente. Il MIX 557 ha dimostrato di poter essere utilizzato sulle lesioni umane con risultati uguali, e spesso superiori, a tutti i presidi e medicamenti avanzati attualmente esistenti.

Un esempio di applicazione sull’uomo?
L’abrasione da asfalto, ad esempio, è una dolorosa e antipatica lesione della cute che può avere un decorso lungo e fastidioso per l’accentuata tendenza alla formazione di un escara (crosta) spessa. Con il MIX 557 guarisce completamente in tre settimane. Analogo risultato attualmente si ottiene solo con speciali medicazioni avanzate che vengono lasciate in situ per due tre giorni, ma non con i più usuali presidi esistenti. Le ulcere croniche, che ricordiamo sono lesioni che non tendono alla guarigione e sono generalmente secondarie a patologie sistemiche che comportano disturbi del circolo arterioso (ulcere vasculitiche o ischemiche), del circolo venoso (ulcere da stasi venosa) o da neuropatie (ulcere da mancata sensibilità delle estremità colpite a seguito di diabete) trovano giovamento dall’uso del MIX sia in velocità che in qualità del decorso terapeutico. Il solo inconveniente da imputare al MIX consiste nella necessità di essere applicato quotidianamente contrariamente a quanto avviene ora nei siti ospedalieri. Si deve partire dal concetto che il MIX è il cicatrizzante che nutre e guarisce la ferita ed è la sua applicazione che fa proseguire correttamente il processo di riparazione.

Su quanti pazienti siete intervenuti?
Nel campo veterinario abbiamo una casistica sperimentale in “regime di compassione” di oltre 350 casi. In campo umano, abbiamo curato con esito positivo circa 48 pazienti, dai quali si è ottenuto il "consenso informato". Questi pazienti inclusi in uno studio pilota osservazionale non avevano avuto miglioramenti soddisfacenti con i trattamenti convenzionali e alcuni di loro avevano fallito anche il trapianto più di una volta. In presenza di più di un’ulcera sullo stesso soggetto è stato effettuato lo studio comparativo utilizzando presidi avanzati su una delle lesioni e il MIX 557 sull’altra. Il tessuto di granulazione che giaceva torpido e inattivo sul fondo delle lesioni ha mostrato immediati segni di riattivazione e vascolarizzazione, eliminazione della componente infettiva che ostacolava la cicatrizzazione e la riepitelizzazione delle lesioni è avvenuta anche in presenza di ossa esposte e di cavità ricoperte di fibrina. In pratica abbiamo ottenuto la risoluzione completa di ulcere croniche, recidivanti e non responsive ad alcun trattamento, con scomparsa del dolore sin dal terzo giorno di terapia. A tre mesi dalla guarigione nessuna delle ulcere trattate con MIX 557 è recidivata  Infine abbiamo trattato una ventina di lesioni traumatiche o da decubito sempre con gli stessi spettacolari risultati.

Come “cura” i tessuti danneggiati dell’epidermide?
Il MIX 557 viene completamente assorbito dai tessuti lesionati coordinando e regolando sin dalle primissime applicazioni la reazione infiammatoria acuta e le successive fasi del processo cicatriziale (formazione del tessuto di granulazione e riepitelizzazione). I sintomi di dolore acuto che accompagnano le ferite sono principalmente dovuti alla reazione infiammatoria iniziale che, in caso di infezioni, persiste fino a che non si debella l’infezione. La combinazione dell’effetto barriera contro i batteri presenti nell’ambiente (specie nelle condizioni igienico-sanitarie carenti o inesistenti) e dell’effetto antidisidratativo sulla rete vascolare e sulle cellule che stanno riparando la lesione, consentono il rapido passaggio dalla prima fase (quella dolorosa e infiamata) alla fase del  tessuto di granulazione, non dolorosa e ricostruttiva.  Il risultato è una migliore formazione di fibre connettivali collagene con recupero massimo dell’elasticità cutanea e con massima qualità della cicatrice finale.

In sostanza quindi impedisce che si verifichino complicazioni?
Esattamente. Il prodotto permette la gestione di ferite importanti in qualunque condizione igienico-sanitaria. Ippocrate ha detto “la cicatrizzazione è solo una questione di tempo, ma la durata a volte è una questione di opportunità”. Noi pensiamo che il MIX 557 di opportunità per migliorare il decorso delle lesioni, ancora problematiche, ne possa offrire tante, ma ancor più pensiamo alle opportunità vere che il MIX 557 potrà offrire all’umanità in generale. Pensiamo a quale utilità si potrebbe avere se impiegato per le ferite nelle popolazioni che abitano le aree più depresse del mondo come Africa, Asia e America Latina, o sulle popolazioni civili coinvolte in scenari di guerra o di grandi catastrofi.
Ma sulle ustioni agisce nella stessa maniera?
Possiamo dire di sì. L’applicazione sulle ustioni, specie su quelle di grandi dimensioni, può contribuire in maniera significativa alla riduzione del rischio di morte per infezione, che nei casi gravissimi è altissimo, e alla retrazione fibrotica che in presenza di ampie parti danneggiate è sempre molto accentuata e invalidante. La nostra esperienza sulle grandi ustioni si limita a qualche caso in veterinaria e ad un caso veramente esplicito in medicina umana. Infatti abbiamo avuto l’opportunità di curare una ustione estesa dall’anca al ginocchio per tutta la superficie dorsale della coscia di un uomo adulto, che dopo due mesi di terapia convenzionale in ambiente ospedaliero non aveva dato nessun risultato. La medicazione veniva effettuata ogni 48 ore sotto narcosi data l’estrema dolorabilità provocata dalla rimozione della medicazione che risultava sempre adesa e incollata all’essudato della superficie lesa. Sin da subito la medicazione non si attaccava più alla ferita e tre giorni dopo il trattamento con il nostro MIX 557 la medicazione poteva essere effettuata senza narcotizzare il paziente (scomparsa completa del dolore). Il paziente poteva auto medicarsi  e poteva praticare la fisioterapia riabilitativa senza “strappare” il tessuto in via di guarigione. In 42 giorni di trattamento la lesione è perfettamente guarita e la qualità della cicatrice ottenuta è nettamente superiore a quella della lesione contro laterale che era stata trattata in maniera convenzionale.

Come scriveva Victor Hugo ne “Les travailleurs de la mer”: le novità sono per prevenzione e diffidenza osteggiate da tutti. E’ così anche in questo caso?
Non proprio o forse sì. Si pone attenzione ad una novità quando gli effetti sono condivisi da più persone del settore e queste cominciano a travasare tale condivisione anche in contesti non più specialistici. Se si interpellano coloro che hanno sperimentato il MIX si ricava la stessa sensazione di “eccezionalità” che ho qui descritto. Il passa parola tra i professionisti che stavano provando il MIX ci ha permesso di mettere insieme la casistica veterinaria di oltre 180 casi personalmente documentati e altrettanti, anche di minore entità, riferiti dagli stessi professionisti, in tempi relativamente brevi (meno di tre anni) senza dover pianificare “sperimentazioni animali” che avrebbero comunque cozzato con il mio approccio etico-morale. Comunque possiamo affermare che il MIX 557 - mettendo in sincronia tutti gli eventi che si verificano nelle tre fasi della riparazione delle ferite: processi infiammatori, granulazione, riepitelizzazione - è da considerarsi un prodotto ALL-IN-ONE, nel senso che non necessita dell’interazione con altri farmaci o sostanze e che è da solo sufficiente a determinare la guarigione di qualunque ferita sin dal momento del trauma. Promette una reale rivoluzione nella cura delle ferite, specie nelle ustioni di grande estensione.

Dicembre 2008

    

    

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 Il medicamento brevettato dall'ENEA per la cura delle ustioni e ferite in vendita in farmacia

 

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