I Centri di Ricerca ENEA - ENEA sul territorio

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I Centri di Ricerca ENEA


Gli undici centri ricerca dell’Ente (Casaccia, Frascati, Brasimone, Faenza, Saluggia, Trisaia, Portici, Bologna, Brindisi, Ispra, Santa Teresa) presenti su tutto il territorio, rappresentano punti di riferimento per la diffusione di tecnologie anche al di fuori dei confini nazionali. Nell’Ente operano circa 3300 persone, che sono distribuite nei suoi Centri di Ricerca: Casaccia (43%), Frascati (15%), Bologna (10%), Trisaia (10%), Brasimone (5%), Portici (5%), Saluggia (4%), Faenza (1%), Ispra (1%). I centri ENEA trovano un punto di forza proprio nel radicamento sul territorio, del quale vengono sfruttate le potenzialità. Diversi progetti come quello relativo al miglioramento della qualità ambientale ed energetica degli edifici (Ecobuilding) e come quello relativo alla realizzazione di reti locali di distribuzione di energia elettrica (Energia Distribuita) trovano il loro ambito di applicazione a livello locale, sia con piccoli impianti tradizionali, sia con le rinnovabili. L’Ente sta peraltro realizzando progetti in stretta cooperazione con l'industria nazionale, come il solare termodinamico, i processi per l'uso pulito del carbone e le tecnologie per lo sfruttamento energetico delle biomasse. Anche in questa prospettiva, ENEA intende rafforzare i suoi rapporti con le istituzioni locali attraverso le sue sedi. I laboratori dell’Ente si trasformeranno in strutture aperte che metteranno a disposizione delle aziende e delle istituzioni le loro competenze. I centri fanno rete con altre realtà pubbliche di ricerca come le università. Questo per ampliare le competenze e per esaltare i contenuti di intelligenza locale.

Centro Ricerche ENEA della Casaccia: fin dalla sua fondazione, nel 1959, si è affermato come cuore della ricerca nucleare applicata in Italia e luogo deputato alla formazione dei tecnici italiani a livello europeo nel campo dei reattori nucleari. Dopo il Referendum del 1987, il Centro ha orientato le sue attività nello sviluppo e nelle applicazioni riguardanti: le energie rinnovabili ed in particolare nel campo dell’energia solare con la produzione di calore ad alta temperatura mediante sistemi solari a concentrazione, i vettori energetici quali l’idrogeno e le celle a combustibile, i sistemi di utilizzo pulito (e senza emissioni di gas serra) delle fonti fossili ed in particolare i sistemi di “carbon capture and storage”. In campo ambientale le attività del Centro sono riconducibili all'analisi dei meccanismi che governano i cambiamenti climatici e dei loro effetti attraverso lo studio sperimentale e lo sviluppo di modellistica sulla variabilità climatica naturale a scala globale e regionale; ad attività di innovazione metodologica e sistemica per la riduzione dell'impatto antropico, del miglioramento della sostenibilità ambientale dei processi industriali, di promozione e diffusione dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili; all’implementazione ed applicazione di strumenti di valutazione dei rischi naturali ed antropici; ad attività per la pianificazione degli interventi di protezione e risanamento ambientale; allo sviluppo di tecnologie e metodologie a supporto delle politiche di protezione, risparmio e riutilizzo della risorsa idrica e del trattamento degli effluenti; allo sviluppo di tecnologie per il recupero e il riciclo di materie prime/seconde; allo sviluppo di tecniche di osservazione aerospaziale della Terra unitamente a quelle dei Sistemi Informativi Territoriali; allo studio della qualità dell'aria; alle attività di sviluppo di strumenti per la gestione sostenibile del ciclo dei rifiuti, per la messa in sicurezza e risanamento di siti contaminati. Nel campo tecnologico lo sviluppo e le applicazioni riguardano soprattutto i nuovi sistemi di calcolo e di modellistica numerica, i nuovi materiali, le tecnologie elettroniche ed ottiche, la sicurezza delle reti e le applicazioni delle nuove tecnologie in campi anche diversi da quello energetico ed ambientale, come le tecnologie per le opere d’arte. Infine, nel campo biologico e biomedico le attività si sviluppano e trovano applicazione per la protezione della salute e degli ecosistemi, nella messa a punto di biotecnologie anche nel campo agroindustriale. Inoltre vengono svolte  attività di agenzia a supporto della Pubblica Amministrazione e delle piccole e medie imprese. La maggior parte delle Unità ENEA, impegnate in attività di ricerca e sviluppo ha sede presso il Centro Ricerche Casaccia. Al suo interno operano oltre 1250 ricercatori, ai quali si aggiungono ogni giorno numerosi ospiti tra operatori dell’industria, ricercatori e tecnologi di altri Enti di ricerca, laureandi e borsisti italiani e stranieri e visitatori. Le attività di ricerca e sviluppo vengono svolte in collaborazione con centri di ricerca e università nell'ambito di programmi nazionali ed internazionali, con l'industria e con enti locali. Nel Centro sono presenti impianti dimostrativi e avanzate infrastrutture che operano a supporto dei programmi dell'Ente e che sono a disposizione del mondo scientifico e imprenditoriale. Nel Centro hanno sede il Consorzio per l'attuazione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA) e la Società NUCLECO per la raccolta, trattamento, condizionamento e deposito provvisorio dei rifiuti radioattivi a media e bassa attività. Dimostrazione del rapporto tra centri di ricerca e territorio è il recente progetto IMPLART, che prevede lo sviluppo di un sistema innovativo di acceleratore lineare per protonterapia, basato su brevetto ENEA e realizzato in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e l’Istituto tumori Regia Elena. Il progetto è finanziato dalla Regione Lazio. Altro importante tema di attività riguarda il Progetto “Carbone Pulito/Zero Emission”, che ha come obiettivo strategico lo sviluppo di tecnologie di utilizzo di combustibili fossili, caratterizzate da basse emissione di inquinanti, elevata efficienza e possibilità di cattura / confinamento definitivo della CO2 prodotta. Questo progetto si impernia sull’impianto ZECOMIX, dimostrativo sperimentale di tecnologie particolarmente innovative per la cattura e lo stoccaggio  della CO2 , e su una serie di loop sperimentali a corollario (impianti IDEA, COMET e MICOS) per lo studio e la dimostrazione di innovative tecnologie di combustione dei gas di sintesi, ricchi di idrogeno, prodotti dal “trattamento” del carbone.
Nel Centro della Casaccia sta inoltre prendendo forma il “Progetto Energia Distribuita”, che intende facilitare la penetrazione della generazione distribuita nel sistema elettrico nazionale mediante
l’impiego di fonti rinnovabili e di tecnologie avanzate di produzione e trasporto dell’energia al fine di superare l’attuale separazione tra generazione, distribuzione e consumo dell’energia.

Centro Ricerche ENEA di Frascati: si tratta uno dei maggiori centri di ricerca a livello nazionale ed internazionale, in particolare nel campo della fusione nucleare, dei laser e degli acceleratori di particelle. I laboratori di Frascati, inaugurati all’inizio degli anni Cinquanta si arricchiscono con la realizzazione dell’Elettrosincrotrone e successivamente con altre macchine acceleratici di particelle elementari denominate ADA e ADONE. Le attività scientifiche svolte in quegli anni sulla fisica delle alte energie iniziano a dare notorietà nazionale ed internazionale al Centro. Gli studi sulle attività di base e tecnologiche riguardanti la criogenia, l’elettronica, i magneti, il calcolo numerico e quelli riguardanti la fisica dei plasmi consolidano la presenza di eccellenza nell’ambito della comunità scientifica internazionale. Nel 1989 viene messa in funzione la macchina a confinamento magnetico di tipo avanzato FTU (Frascati Tokamak Upgrade). Dagli anni Ottanta vengono sviluppati e realizzati, per la prima volta in Italia, un laser a centri di colore ed un laser ad elettroni liberi. Attualmente sia le sorgenti laser che le loro applicazioni trovano ampio riscontro in molti progetti di ricerca e sviluppo, tra cui la nanotecnologia. Le macchine acceleratici, che nel tempo hanno contribuito alla notorietà del Centro, vengono oggi sviluppate a scopi industriali e medicali; in questo ultimo campo è stata realizzata una macchina innovativa per il trattamento dei tumori, impiegata negli ospedali specializzati. Nei laboratori di Frascati vengono sviluppate importanti ricerche riguardanti la superconduttività, vale a dire la proprietà di alcuni elementi che, ad altissime o a bassissime temperature, conducono corrente elettrica senza dissipare energia. In quest’ambito, i ricercatori ENEA partecipano al programma tecnologico europeo per la realizzazione del reattore termonucleare sperimentale ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor), un progetto internazionale con la partecipazione di Unione Europea, Giappone, Stati Uniti, Federazione Russa, Cina, Corea, India. Tale programma è parzialmente finanziato dall’Euratom e l’ENEA ha condotto circa il 25% di tutte le attività europee di R&S sui magneti superconduttori. ITER si candida ad essere il primo impianto a fusione di dimensioni paragonabili a quelle di una centrale elettrica convenzionale, e attraverso la sua realizzazione s’intende dimostrare la fattibilità scientifica e tecnologica della fusione come fonte di energia. La costruzione del reattore, prevista nel sud della Francia, a Cadarache, si concluderà in circa dieci anni e considerata l'importanza degli ordinativi, richiederà alle piccole e medie imprese di sapersi aggregare per rispondere a bandi complessi.

Centro Ricerche ENEA di Bologna: può vantare una lunga tradizione di eccellenza nei settori del nucleare, dell’informatica e, più recentemente, dell’ambiente e del trasferimento dell’innovazione. Nel centro vengono studiati e progettati sistemi nucleari innovativi, in grado di ridurre drasticamente la quantità di residui radioattivi e il loro impatto ambientale. Vengono, inoltre, sperimentati sistemi avanzati basati sull’utilizzo di reattori o di acceleratori di particelle, per la moderna radioterapia oncologica. Il centro ha un numero consistente di ricercatori impegnati su tematiche ambientali. Uno dei temi affrontati riguarda le valutazioni quantitative della sostenibilità e gli interventi di eco-innovazione. L’attività è svolta sia nel campo della R&S metodologica sia sul piano dimostrativo/applicativo in progetti europei e nazionali, in collaborazione con imprese e P.A. A seconda delle necessità, gli strumenti adottati si caratterizzano come sistemi di supporto alle decisioni, quali Life Cycle Assessment, Life Cycle Costing, analisi di scenario e territoriali; supporto delle aziende per la fase di sviluppo di nuove soluzioni (ecodesign, studi di settore, banche dati; supporto alle politiche ambientali e all’introduzione dell’eco-innovazione all’interno del sistema economico-sociale (procedure di comunicazione e certificazione ambientale, strumenti informativi per i consumatori, incentivazioni negative/positive). Un altro tema riguarda lo studio dell’inquinamento atmosferico. In particolare, presso il Centro di Bologna viene sviluppata la parte atmosferica del modello integrato MINNI (Modello Integrato Nazionale) a supporto delle politiche di qualità dell’aria nazionali e regionali in accordo con il Ministero dell’Ambiente. Il Centro ricerche di Bologna si occupa degli studi riguardanti la prevenzione dei rischi naturali:
lo sviluppo e l’applicazione di tecnologie antisismiche, lo sviluppo e l'applicazione di metodi innovativi di analisi integrata per la mitigazione del rischio di erosione costiera. In questo settore ENEA ha giocato un ruolo di primo piano nella recente ricostruzione della scuola di San Giuliano di Puglia, rasa al suolo da un terremoto nel 2002 e nell’ottobre 2008. All’interno del Centro si svolgono attività a sostegno dei processi di innovazione del sistema produttivo, in particolare delle PMI. L'azione si basa sulla promozione di progetti di trasferimento tecnologico alle imprese di beni e servizi, con particolare riferimento alle PMI, e sulla qualificazione tecnologica dell’operato dei soggetti intermediari dell’innovazione nel territorio. Queste attività sono rivolte ad un target molto ampio di imprese, comprese realtà non ad alta tecnologia. Altre azioni sono rivolte alla valorizzazione del know-how tecnologico e di creazione di imprese innovative, basate sulla promozione delle conoscenze dell’Ente; all’attivazione di progetti a supporto dell’innovazione nei settori industriali tradizionali; all’intermediazione, alla formazione a distanza, e al raggruppamento di progetti per l’adattamento e l’adozione di nuove tecnologie per favorire lo sviluppo del sistema nel suo complesso.
Infine nel centro di Bologna si svolgono da oltre venti anni attività di ricerca sull’intero “ciclo delle acque”, che vanno dalla gestione sostenibile della risorsa idrica al riutilizzo e riciclo delle acque reflue.
Per quanto riguarda i trattamenti depurativi delle acque reflue sono stati sviluppati e brevettati processi depurativi per la rimozione per via biologica di sostanza organica, di nutrienti, e di microinquinanti. I processi depurativi sono studiati nel loro complesso mediante tecniche innovative e prendono in considerazione gli aspetti chimici, biologici, microbiologici mentre gli aspetti di gestione degli impianti di depurazione sono studiati anche attraverso l’utilizzo di tecniche ICT ed in particolare di intelligenza artificiale
Sono state sviluppate ottime competenze nell’ambito della digestione anaerobica di reflui e rifiuti di origine agroalimentare per la produzione di bioenergia (biogas, bioidrogeno, bioelettricità).
Vengono sviluppate tecnologie per il risparmio e riuso dell'acqua in ambito industriale, civile, e agricolo.
Nel settore industriale oltre agli studi e applicazioni per la riduzione dei consumi idrici nei processi produttivi vengono studiate biotecnologie per la produzione e recupero di biopolimeri di rilevanza industriale dal processo di trattamento depurativo delle acque reflue.
Nel settore civile sono stati realizzati impianti dimostrativi per la riduzione dei consumi idrici nelle abitazioni mediante tecniche di risparmio dell’acqua potabile, riuso delle acque grigie e raccolta delle acque di pioggia.
In ambito urbano sono stati sviluppati ed applicati sistemi naturali per la gestione delle acque di run off, per il controllo dell’inquinamento nei corpi idrici recettori e per la prevenzione di fenomeni alluvionali derivanti dal deflusso delle acque in ambiente urbano.
Le attività si svolgono anche a livello internazionale: si fornisce assistenza a paesi in processo di transizione ed in via di sviluppo (Romania, Serbia, Bosnia, Libano, Giordania, Turchia, Tunisia, Marocco, Palestina) per l’implementazione di una legislazione di tutela delle acque, l’introduzione delle migliori tecniche di gestione e trattamento delle acque, al fine di favorire la produzione agricola, limitare il consumo di acque da fonte primaria, e tutelare l’ambiente.
 

Centro Ricerche di Trisaia:  è il primo centro di ricerca in Italia ad avere ottenuto la Registrazione EMAS, grazie ad un innovativo sistema di gestione che governa tutti gli aspetti ambientali e di sicurezza connessi con le attività svolte. Il Centro Ricerche ENEA della Trisaia, per estensione e per l'ampia diversificazione delle attività che vi si svolgono, è una realtà che può essere rapportata al distretto industriale di un’area metropolitana. Oggi, il Centro si configura come polo multidisciplinare, attrezzato per svolgere attività di ricerca e sviluppo su scala ingegneristica e preindustriale, in una grande varietà di settori. Le attività di ricerca nel Centro sono incentrate su: Agrobiotecnologie, Applicazioni Laser, Fonti rinnovabili come biomasse ed energia solare, ricerca e sviluppo su processi e tecnologie di trattamento rifiuti e reflui finalizzate al recupero di materiali ed energia quali processi di termovalorizzazione (pirolisi, gassificazione), di depurazione di reflui industriali e civili, di separazione e recupero di metalli strategici e preziosi di uso industriale, e detossificazione dei rifiuti e recupero dei materiali in essi contenuti, monitoraggio di matrici ambientali (aria, acqua, sedimenti) e biologiche, consulenza tecnico scientifica a servizio della Pubblica Amministrazione per attività di monitoraggio e controllo ambientale, valutazione del rischio, delocalizzazione di impianti industriali, gestione dei rifiuti, utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, verifica dell’impiantistica dei depuratori reflui civili ed industriali, metrologia, nuovi materiali e radioprotezione. Anche a seguito degli ultimi progetti approvati su “industria 2015”,il Centro della Trisaia, si è orientato anche allo sviluppo di ricerche nei settori dei biocarburanti di seconda generazione, dei processi di combustione pulita e di sviluppo di materiali innovativi per il miglioramento dell’efficienza energetica. Le attività relative alle biomasse possono avvalersi di piccoli impianti di massificazione finalizzati al recupero di biomasse residuali e alla produzione di energia. Lo sviluppo di tecnologie per la valorizzazione di biomasse residuali provenienti da produzioni agricole e residui di potatura, foreste, rappresenta un importante settore di intervento. Le attività di ricerca che si svolgono nei laboratori del Centro prevedono inoltre collaborazioni con altre istituzioni scientifiche nazionali ed internazionali (Università della Basilicata, Politecnici di Bari, Torino e Milano, Università di Roma “La Sapienza”, Università di Napoli “Federico II”, Università di Bari, Università dell’Aquila, Ministero dell’Ambiente, Università di Strasburgo, Politecnico di Vienna) e accordi con alcune realtà industriali quali Centro Ricerche Fiat, Pegeout Citroën Automobiles, Renault-Nissan, Ansaldo CLC, Austrian Energy & Environment, Mueller Italia, Alenia, Boeing, Tecnoparco Val Basento, Someco srl, Mida srl, Ansaldo Ricerche, Gruppo Putignano, Serveco srl, Sapio, Novus, Acquedotto pugliese, Stigliano Depuratori srl, Consorzio Tebaid. Nel Centro si è recentemente conclusa la prima edizione del “Master di perfezionamento in Economia e in Ingegneria delle Energie Rinnovabili”: la totalità dei partecipanti ha trovato un impiego in enti pubblici e imprese.

Centro Ricerche Brasimone (Bo):  le attività, che si svolgono all’interno di infrastrutture avanzate, sono rivolte al settore dell'ingegneria sperimentale, nell'ambito di vari progetti internazionali (Euratom, Generation IV) e nazionali (Accordo di Programma con il Ministero per lo Sviluppo Economico) che hanno come obiettivo lo sviluppo di sistemi nucleari di quarta generazione (LFR, VHTR), sistemi nucleari per la trasmutazione delle scorie radioattive (ADS), macchine per la fusione termonucleare controllata (ITER, DEMO, IFMIF). Le competenze sviluppate riguardano la caratterizzazione di materiali strutturali operanti in ambienti altamente aggressivi (metalli liquidi fluenti, irraggiamento neutronico), la caratterizzazione termoidraulica e termomeccanica di componenti innovativi (macchine per la manutenzione remotizzata, generatori di vapore, scambiatori di calore, componenti soggetti a elevati flussi termici), e la realizzazione ed esercizio di impianti sperimentali a metallo liquido, gas, acqua in pressione, per prove integrali di sistema e ottimizzazione procedure di esercizio. Sono state, inoltre, sviluppate competenze nel campo della tecnologia dei sali fusi per sistemi solari a concentrazione, della radioprotezione fisica e nel monitoraggio ambientale. Il Centro organizza corsi di formazione e supporto tecnico scientifico per la sicurezza di infrastrutture e impianti e la protezione sanitaria nel Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, ma anche a supporto della Pubblica Amministrazione e delle Piccole e Medie Imprese. All’interno dei laboratori del Brasimone ENEA ha sviluppato un avanzato sistema elettronico di controllo per la trivellazione ed il prelievo dei campioni di ghiaccio nelle spedizioni antartiche effettuate in collaborazione con la Francia (progetto EPICA) al Polo Sud ai fini della ricostruzione dei climi del passato (fino a circa 900 mila anni fa).

Centro Ricerche ENEA di Portici: sorge all’interno di un comprensorio che include altri Centri di ricerca come il Criai (Consorzio campano di ricerca per l'informatica e l'automazione industriale) e il Campec (Consorzio sulle applicazioni dei materiali plastici e per i problemi di difesa dalla corrosione) a cui partecipa anche ENEA. La struttura nasce come Centro di Ricerche Fotovoltaiche e, inizialmente, ha concentrato l’attività sulla ricerca e lo sviluppo di dispositivi fotovoltaici basati su materiali alternativi al silicio cristallino e sui sistemi ed applicazioni fotovoltaiche innovative, utilizzando anche il sito sperimentale di Manfredonia (FG) parte integrante del Centro di Portici. Con i risultati raggiunti sulle celle e moduli al silicio amorfo e con le nuove iniziative sul fotovoltaico a concentrazione, il Centro attualmente occupa una posizione di rilievo internazionale. Le competenze e le attrezzature acquisite per le attività fotovoltaiche hanno conferito al Centro una posizione di primo piano nel campo della ricerca e della tecnologia dei film sottili (sensoristica,TFT, optoelettronica, coating ottici). E’ frutto di questo know-how il brevetto dello speciale coating ottico utilizzato sui tubi ricevitori ad alta temperatura del solare termodinamico (Progetto Archimede). La perdita della specificità fotovoltaica è stata recentemente compensata con l'avvio di alcune linee di ricerca legate a tematiche ambientali. In particolare, sono sviluppate metodologie innovative destinate all’applicazione dei Sistemi di Osservazione Aerospaziale della Terra e dei Sistemi Informativi Territoriali per la caratterizzazione e la salvaguardia dell’ambiente, delle infrastrutture e della popolazione. Tali attività di ricerca sono finalizzate al supporto degli enti locali del Mezzogiorno nella gestione e pianificazione del territorio. Vengono condotte anche attività di sviluppo, ottimizzazione e applicazione di metodologie e sistemi innovativi di misura e analisi di chimica ambientale e di monitoraggio in sito e campionamento di acque di falda, acque superficiali, suolo ed aria, oltre che studi sulla Dinamica Costiera, nell’ambito di un’Intesa di Programma tra MIUR ed ENEA. Il Centro è inoltre sede dell'Innovation Relay Centre IRIDE, un'iniziativa che rientra nel Programma Comunitario Innovation, nato con l'obiettivo di promuovere metodologie per il trasferimento di tecnologie e risultati delle attività di ricerca in risposta alle esigenze del tessuto industriale di Puglia, Campania, Basilicata e Molise, nonché di fornire alle imprese ogni tipo di informazione sulle attività comunitarie inerenti la ricerca e lo sviluppo tecnologico. Inoltre, in collaborazione con ISNOVA, società di cui l’Ente è socio, è stata attivata a Portici la sede del Centro Servizi Campano per l'industria agroalimentare il cui principale obiettivo è la valorizzazione dei prodotti agricoli del Meridione. All’interno del centro, nel maggio 2008, è stato inaugurato il supercalcolatore “CRESCO, la più importante infrastruttura di calcolo ad alte prestazioni (“HPC- High Performance Computing”) del Mezzogiorno. La potenza di questo gioiello della tecnologia made in Italy è inferiore, nel paese, solo a quella del Cineca. Il lavoro di CRESCO si concentra, in particolare, su tre settori: biotecnologie, bioinformatica e struttura della materia, infrastrutture critiche e computer science. Alle risorse di CRESCO, costato circa 9 milioni di euro, potranno attingere partner pubblici e privati.

Centro Ricerche ENEA di Saluggia: nel 1963 ha iniziato le sue attività di ricerca sullo sviluppo e la promozione industriale dell’uso pacifico dell’energia nucleare, con particolare riguardo alla fabbricazione del combustibile, come dimostra al suo interno la presenza dell’impianto EUREX, attivo dal 1970 al 1983. La parziale riconversione di alcune delle attività, in seguito al referendum del 1987, ha rappresentano un utile trasferimento di professionalità, acquisite nel campo nucleare, verso attività di Ricerca e Sviluppo più ampie, quali ad esempio il Servizio Analitico, che ha costituito il primo nucleo di costituzione del Laboratorio Nazionale per la Caratterizzazione dei Rifiuti Radioattivi o la Fisica Sanitaria Ambientale, attualmente Istituto per la Radioprotezione. Nel Centro vengono svolte attività di ricerca come quelle legate alla Protezione dell’Ambiente e del Territorio: in particolare il trattamento e recupero energetico dei rifiuti solidi urbani ed industriali, per la caratterizzazione dei materiali, il controllo delle emissioni, la valutazione degli impatti e l’ottimizzazione delle prestazioni, con ricerca in laboratorio e in campo su combustibili derivati da rifiuti. Altro interessante settore di ricerca è quello delle Biotecnologie, Protezione della Salute e degli Ecosistemi, incentrato sulla valutazione della qualità ambientale attraverso l'analisi delle comunità animali e vegetali e delle caratteristiche ecologiche degli ecosistemi fluviali. Dal punto di vista della ricerca sulla Fusione, l'attività che viene svolta a Saluggia è principalmente focalizzata sul progetto Ignitor, in collaborazione con il Centro ENEA di Frascati che è il principale centro italiano di ricerche nel settore.

Centro Ricerche ENEA di Ispra: svolge funzioni strategiche a livello europeo. I suoi laboratori sono collocati all’interno del Centro Europeo di Ricerca (Jrc) con il quale ha stipulato un “Memorandum of understanding” per collaborare nel campo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. I ricercatori di Ispra rappresentano l’Italia nei tavoli tecnici comunitari dove vengono elaborate normative e direttive sugli acquisti verdi e sulle utenze elettriche finali nel settore civile (illuminazione, elettrodomestici, computer). Nel Centro si svolgono attività di trasferimento tecnologico ed attività sperimentali. Il trasferimento tecnologico opera nel campo dei progetti integrati di risparmio energetico su scala nazionale nei settori: Ecourbanistica, illuminazione in collaborazione con le pubbliche amministrazioni e le Esco; Edilizia verde, involucro e termoregolazione  in collaborazione con studi di progettazione edile ed impiantistica; Bioarchitettura d’interni, illuminazione ed impianti in collaborazione con architetti ed aziende di domotica; Acquisti verdi, linee guida in collaborazione con Enti pubblici e pubbliche amministrazioni. Il progetto di trasferimento tecnologico è stato attivato per accorciare il time to market e fornire così un plus competitivo alle industrie, agli Enti locali e ai professionisti che intendono essere all’avanguardia nel settore dell’efficienza energetica. Le attività sperimentali svolte ad Ispra sono focalizzate principalmente sugli apparecchi del freddo e sull’illuminazione per il settore civile, industriale e terziario. Due laboratori, in particolare sono dedicati all'attività di qualificazione degli elettrodomestici. Corvo è un laboratorio di prova per le verifiche energetico-ambientali dei sistemi d’illuminazione, mentre Icelab è un laboratorio di prova per le verifiche energetico-ambientali di elettrodomestici del freddo. Le attività svolte ad Ispra costituiscono un punto di riferimento della policy sull’efficienza energetica, sia per l’industria di settore (elettrodomestici/illuminazione) grazie alla sinergia con le associazioni industriali, sia per le istituzioni governative grazie alle azioni sui certificati bianchi, all’identificazione di misure ad hoc da introdurre nei nuovi piani di azione nazionali sull’efficienza energetica e anche grazie alla predisposizione dei controlli, per conto del Ministero competente, della conformità degli apparecchi domestici in commercio alla normativa energetico/ambientale vigente.

Centro Ricerche ENEA di Faenza: costituisce insieme all'IRTEC (Istituto di Ricerche Tecnologiche per la Ceramica del CNR) e all'Agenzia Polo Ceramico di Faenza, un Polo tecnologico in grado di consolidare ed ampliare i collegamenti tra ricerca, formazione, trasferimento tecnologico, servizi e produzione. Il centro opera nel campo della ricerca e dello sviluppo di materiali e tecnologie con particolare riguardo ai materiali ceramici sia avanzati che tradizionali. Altra attività di rilievo è l’ingegnerizzazione e dimostrazione di processi tecnologici innovativi (saldature, riporti, giunzioni eterogenee, lavorazioni meccaniche, finiture superficiali), legati al mondo delle imprese in una delle aree più produttive del Paese.

Centro Ricerche Ambiente Marino Santa Teresa: al suo interno vengono condotte attività riguardanti il clima e l’ambiente marino mediterraneo, con la finalità di monitorare e analizzare i processi fisici, chimici e biologici che avvengono nell’ambiente marino, oltre a sviluppare la capacità di previsione della risposta degli ecosistemi marini per definire scenari di cambiamento globale e individuare criteri per una gestione sostenibile delle risorse. Le attività del Centro sono legate ai grandi programmi di ricerca internazionali sui cambiamenti globali (IGBP, WCRP, CLIVAR, WOCE, GOOS), il VI Programma Quadro dell’UE, e al Piano Nazionale per la ricerca del MIUR. Da notare che le osservazioni dei ricercatori vengono effettuate in aree chiave del Mediterraneo e dell’Artico. Da diversi anni il Centro di Santa Teresa è coinvolto in iniziative di formazione anche a livello internazionale su tematiche legate all’ambiente marino. Molti studenti italiani e stranieri sono stati ospiti presso le sue strutture, nell’ambito di programmi di formazione ENEA, ICTP-TRIL (Training and Research in Italian Laboratories) e IAEA. Corsi di perfezionamento e specializzazione post-universitari, con la partecipazione di docenti provenienti da prestigiose istituzioni nazionali ed internazionali, si sono tenuti durante l’ultima stagione estiva. Dal 2009 queste attività saranno rafforzate con l’istituzione, in collaborazione con istituzioni nazionali ed internazionali, di una Summer School che affronti, ad anni alterni, tematiche relative alle interazioni mare-atmosfera-clima e alle strategie e metodologie per la conservazione e gestione delle risorse e della biodiversità. Nel luglio 2008, all’interno del Centro, è stato inaugurato il “Museo del Centro Ricerche Ambiente Marino”.
 
Centro Ricerche ENEA di Brindisi: sorge all’interno della Cittadella della ricerca e, una volta completata la sua messa in efficienza energetica, si candida a diventare punto di riferimento strategico per i Paesi dell’area mediterranea. Si tratta di uno dei centri ricerche più all’avanguardia sulla fisica dei nuovi materiali e sullo sviluppo di strumentazioni sofisticate per studiare le proprietà della materia a livello atomico e subatomico. Gran parte del personale del Centro ha una età inferiore ai quaranta anni ed è impegnato nello studio di materiali avanzati che possono essere impiegati nell’edilizia, nell’aeronautica, nell’ottica e nell’industria. Nel laboratorio plasma spray, tramite la fusione delle particelle del materiale, è possibile ottenere rivestimenti resistenti alle alte temperature, all’usura, a fenomeni erosivi e a sostanze corrosive. I ricercatori del Centro di Brindisi utilizzano diverse tecnologie per ottenere un’ampia gamma di rivestimenti, dai multistrato del laboratorio plasma spray, ai film sottili, fino ai nanotubi di carbonio. Il laboratorio film sottili collabora a progetti per la fabbricazione di componenti industriali con particolari caratteristiche di durezza e resistenza come nell’industria aeronautica. Nel centro è presente un impianto unico in Italia come il CERTEM, dove è possibile sottoporre materiali e apparecchiature a condizioni di lavoro segnate da temperature elevate, corrosione o erosione. Il ricercatore, grazie ad un sistema software sofisticato, è in grado di regolare e controllare le condizioni di prova e di verificare le prestazioni in tempo reale. Il centro ENEA di Brindisi ha come fiore all’occhiello il TEM, microscopio elettronico a controllo remoto in rete che può essere condiviso tra scienziati di tutto il mondo, senza che nessuno si sposti dal proprio laboratorio.
 
Accanto ai Centri operativi di cui sopra, vale la pena menzionare anche il Centro Sede di Roma, che è  la sede legale e di direzione strategica complessiva delle attività dell’ENEA. Ospita, infatti, gli organi istituzionali  dell’Ente quali la Presidenza, il Consiglio di Amministrazione, il Comitato Tecnico Scientifico, la Direzione Generale. Vi operano le Funzioni centrali per il supporto gestionale ed amministrativo dell’Ente. L’Agenzia Nazionale per l’Efficienza Energetica, di recente costituzione, ha trovato ospitalità di rappresentanza e di coordinamento generale presso il Centro Sede ed a breve inizierà la sua attività lo sportello di consulenza energetica rivolto al territorio.
Il Centro Sede ospita, inoltre,  congressi, convegni e workshop di rilevanza per l’Ente sia a carattere nazionale che internazionale.

 

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