Le potenzialità del minieolico per impianti domestici - Energia eolica - Fonti rinnovabili ed energie alternative

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Le potenzialità del minieolico per impianti domestici


Intervista a Giacomo Arsuffi

La produzione di energia da fonti rinnovabili sta spingendo molti privati all’installazione di impianti per uso domestico. Se finora la spinta maggiore è stata per il fotovoltaico ora si riscontra un certo interesse per il minieolico, ovvero quelle macchine chiamate aerogeneratori che trasformano l’energia del vento in elettricità di potenza – per uso domestico - da 1 a 5 kW. Sullo sviluppo di tale tecnologia e sui risvolti positivi per le famiglie ne abbiamo parlato con Giacomo Arsuffi, dell’Unità Tecnica Fonti Rinnovabili dell’ENEA.

Quali minieolici sono oggi disponibili sul mercato per uso domestico?

Due sono le tipologie esistenti: ad asse orizzontale e ad asse verticale. Gli aerogeneratori del primo tipo hanno l’aspetto di un grande ventilatore, munito di timone per l’allineamento al vento, posto in cima ad un palo di sostegno. Gli aerogeneratori del secondo tipo si presentano con delle pale poste verticalmente a corona intorno ad un asse di rotazione. I primi hanno un rendimento condizionato dalla frequenza dei cambiamenti di direzione del vento, i secondi dall’andamento ciclico delle azioni aerodinamiche sperimentate dalle pale durante la rotazione e, a parità di potenza nominale, scontano un peso maggiore.

Come si installano?
Per massimizzare le prestazioni vengono montati ad una certa altezza dal suolo, su pali di sostegno, che variano dai 5-6 m per le macchine ad asse verticale ai 10-20 m per le macchine ad asse orizzontale. Questi pali richiedono l’ancoraggio al suolo mediante opportune opere di fondazione. È pure possibile l’installazione, con palo di sostegno di altezza ridotta, su edifici esistenti: in tal caso è necessario valutare se la posizione consenta o meno il corretto funzionamento della macchina. Per l’installazione è possibile rivolgersi alle numerose società operanti nel settore, che trattano macchine prodotte da terzi, oppure direttamente ai costruttori che assistono il cliente anche attraverso tecnici convenzionati. Inoltre diverse grandi compagnie di produzione e fornitura di energia offrono impianti chiavi in mano a particolari condizioni, anche con possibilità di finanziamento.

L’iter autorizzativo è complesso?
Dal punto di vista autorizzativo, la normativa vigente considera gli impianti di singoli generatori eolici su edifici esistenti con altezza inferiore a 1,5 m e diametro inferiore a 1 m come una qualunque attività per edilizia libera e pertanto sono soggetti alla sola comunicazione al Comune competente. Nel caso di impianti eolici diversi dai precedenti, aventi potenza inferiore ai 60 kW è necessaria la PAS – procedura abilitativa semplificata - che sostituisce la DIA prevista precedentemente. È inoltre necessario il collegamento dell’aerogeneratore alla rete domestica, a cura di un installatore qualificato che dovrà rilasciare la relativa certificazione di conformità.

I costi da sostenere per la realizzazione di un impianto sono elevati?
Per ciò che riguarda i costi, per potenze da 1 a 5 kW, siamo più o meno nell’ordine dei 5.000 €/kW. Più alti quindi del fotovoltaico.

Quali parametri occorre verificare per l’installazione del minieolico?
La prima informazione da assumere nel caso si pensi all’installazione di questo tipo di impianti è quella sulle caratteristiche anemologiche della zona. Un’indicazione di carattere preliminare può ottenersi, ad esempio, consultando l’Atlante eolico italiano online curato da RSE SpA - Ricerca sul Sistema Energetico - al sito web http://atlanteeolico.rse-web.it/viewer.htm. Questo strumento fornisce un’informazione relativa ad un’area geografica di notevole estensione ed è di per sé insufficiente per definire nel dettaglio le caratteristiche di uno specifico sito all’interno dell’area stessa. Quindi, valutata positivamente per mezzo dell’Atlante la risorsa eolica dell’area di interesse, è necessario procedere alla caratterizzazione di dettaglio dello specifico sito nel quale si intende installare l’aerogeneratore, effettuando un’analisi anemometrica. Tale analisi fornisce, per gli intervalli temporali di interesse - stagionali, mensili, annui - la velocità del vento in intensità e direzione. Inoltre è necessario valutare la morfologia del sito in termini di presenza di rilievi, avvallamenti come pure la presenza di ostacoli quali alberi, costruzioni ecc. che possano influenzare negativamente il flusso dell’aria sulla macchina. Per questo tipo di analisi e valutazioni è opportuno rivolgersi ad operatori specializzati, tenendo conto che sono passi essenziali per la riuscita del progetto. In molti casi è possibile far svolgere queste attività dalle stesse ditte che si occupano dell’installazione dell’impianto.

Possiamo quantificare i vantaggi economici per una famiglia tipo di quattro persone?
Una famiglia tipo ha un consumo annuo di energia elettrica di circa 2700 kWh. Assumendo un costo medio di 0,165 €/KWh, il costo dell’energia consumata sarà di 446 €/anno. Ogni 1000 kWh auto consumati, cioè prodotti e consumati in proprio, corrisponde ad un risparmio - o “costo evitato” - di 165 €. Da 1000 kWh immessi in rete sfruttando la tariffa omnicomprensiva di 30 c€/kWh, corrisposta per i primi 15 anni di vita dell’impianto, si ricavano 300 €. Il costo di un impianto eolico è di circa 5.000 € per ogni kW installato. Questi sono i dati che consentono di valutare la convenienza economica dell’impianto, che va considerata caso per caso, tenendo presente che l’energia che viene immessa in rete è quella in eccesso rispetto a quella autoconsumata.
Di fatto i dati precedenti indicano che la convenienza economica è strettamente legata alla producibilità energetica annua dell’impianto e quindi alle caratteristiche di ventosità del sito di installazione. L’impianto è quindi economicamente conveniente se installato correttamente in siti idonei, dove da accurata analisi anemologica risulti una velocità media annua, alla quota di installazione della macchina, non inferiore ai 5 m/s e preferibilmente superiore ai 6 m/s, che permetta almeno 1600÷1800 ore equivalenti di funzionamento dell’aerogeneratore a potenza nominale.

Abbiamo finora parlato dei vantaggi all’introduzione di una simile tecnologia; e i limiti?

Sostanzialmente il costo dell’impianto, ancora piuttosto elevato se paragonato a quello dell’eolico di media e grande taglia, e la mancanza di una certificazione obbligatoria per le macchine, che viceversa rappresenterebbe una maggiore garanzia per l’acquirente e anche per i produttori, in termini di trasparenza sulla qualità e sulle prestazioni dei prodotti.
Un altro limite è rappresentato dai particolari requisiti richiesti dall’installazione eolica, come l’altezza sul terreno, la ventosità e la mancanza di ostacoli, tutte caratteristiche che in generale controindicano l’installazione su edifici e nel contesto urbano.

Il Conto Energia si applica anche al minieolico?
Il DM del 18/12/2008 prevede, per gli impianti minieolici connessi alla rete elettrica di distribuzione con potenza compresa tra 1 e 200 kW, la cosiddetta tariffa omnicomprensiva. Questo incentivo, pari a 0,30 €/kWh, remunera l’energia immessa in rete dall’impianto nei primi 15 anni di vita ed è erogata dal GSE, Gestore Servizi Energetici. La tariffa omnicomprensiva esclude qualsiasi altra forma di incentivazione.
Al termine dei 15 anni l’energia prodotta in eccesso potrà essere venduta sul mercato elettrico o, ed è la soluzione più semplice, ceduta al GSE mediante il meccanismo del “ritiro dedicato”. Alternativamente l’impianto, previa richiesta presso il GSE, potrà fruire del meccanismo di “scambio sul posto”, per il quale il saldo positivo tra energia immessa ed assorbita dalla rete verrà remunerato in base a quanto stabilito.
È importante sottolineare che l’accesso agli incentivi è subordinato al preventivo riconoscimento dell’impianto come Impianto Alimentato a Fonti Rinnovabili (IAFR), qualificazione rilasciata dietro richiesta dal GSE secondo le procedure consultabili sul sito www.gse.it.

È prevista una maggiorazione per una tecnologia made in Italy come per il fotovoltaico?

Non è prevista alcuna specifica incentivazione per la promozione della tecnologia italiana.

Da fonte ANEV, l’Associazione Nazionale Energia del Vento, risultano attivi in Italia una quarantina di impianti minieolici per uso domestico, anche se la stessa è convinta che si possa arrivate a 1,5 TWh di produzione di energia dal vento entro il fatidico 2020. Condivide questa proiezione?
Credo che le prospettive di sviluppo del settore siano strettamente legate all’efficacia che dimostreranno i nuovi meccanismi di incentivazione.

Saranno più i condomini ad utilizzare questa tecnologia oppure più i proprietari di villette?
I particolari requisiti di questo tipo di installazioni - spazi aperti, assenza di ostacoli - rendono in generale la collocazione degli aerogeneratori in città, o comunque su edifici, poco efficiente.

Parliamo di una tecnologia già matura; in questo caso qual è il ruolo ENEA?

A differenza dell’eolico di grande taglia, le tecnologie impiegate nel minieolico presentano consistenti margini di miglioramento ed allo stesso tempo le aziende impegnate nel settore hanno generalmente limitate risorse da dedicare allo sviluppo dei prodotti. In questo contesto ENEA si propone con le sue competenze e i suoi laboratori per la fornitura di servizi avanzati alle imprese del minieolico. La qualificazione dei prodotti rappresenta un ulteriore valore aggiunto che ENEA offre all’attenzione delle aziende. Sono infine da ricordare le attività che ENEA svolge nel settore della formazione per gli operatori del settore.

 

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