Tutti i numeri del minieolico in Italia - Energia eolica - Fonti rinnovabili ed energie alternative

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Tutti i numeri del minieolico in Italia


 “Secondo la normativa IEC 61400-2 (Design requirements for small wind turbines) tutte le macchine con area spazzata minore di 200 m2, pari ad una potenza di circa 100 kW, sono considerate minieolico”, spiega Luciano Pirazzi, segretario scientifico dell’Associazione nazionale Energia dal Vento (Anev). “Anche guardando alla normativa italiana, per esempio, gli aerogeneratori di piccolissima taglia, ma non inferiori a 1 kW, sono accomunati a quelli di piccola taglia entro i 200 kW e ricevono le stesse incentivazioni”.

Secondo i dati Anev, in Italia, sia pure a notevole distanza in termini di potenza installata e inizio della diffusione commerciale dagli Usa e dal Regno Unito, il ricorso a macchine di piccola taglia tra 1 e 20kW ha avuto luogo subito dopo il 2000, evidenziando poi una sensibile accelerazione nell’ultimo triennio. Gli impianti micro a seconda degli scopi possono essere stand-alone (o off-grid) oppure connessi alla rete (grid-connected). Quando sono destinati all’alimentazione di utenze isolate, per esempio un rifugio di montagna, devono essere collegati a una serie di batterie, invece per la connessione alla rete di distribuzione è necessario un inverter per rendere possibile la produzione locale o auto-produzione di energia elettrica.

Dalle indagini condotte dall’ANEV all’inizio del 2011 risultavano 374 i comuni - sul totale nazionale -  che avevano centrali eoliche nel loro territorio, per una potenza installata pari a 5,797MW (948 KW in più rispetto al 2009). Di questi 260 hanno impianti eolici di grande taglia, mentre 123 hanno quelli mini, per una potenza complessiva di 4,2 MW. Gli impianti eolici, che per anni si sono concentrati soprattutto nell’Appennino meridionale, tra Puglia, Campania, Basilicata e poi in Sicilia e Sardegna, si stanno diffondendo anche in aree del Centro-Nord.

Il totale alla fine di ottobre 2011, considerando anche gli impianti in corso di attivazione, è balzato a 8MW (precisamente 8.247 KW). Da gennaio ad aprile 2012 sono partiti altri 16 impianti (6 a Foggia, 2 a Palermo, 2 a Resina, 2 a Savona, 1 a Reggio Calabria, Benevento, Salerno e Carbonia-Iglesias) facendo raggiungere i 9.098,34 kW. Gli esperti stimano che entro l’estate - considerando gli impianti in corso di installazione e in sviluppo – si raggiungeranno 10 MW. Il sistema incentivante ha dato l’avvio a molteplici iniziative che rischiano di non arrivare a compimento per le barriere che si riscontrano nel procedimento autorizzativo.

Con la pubblicazione sulla GU del 2/1/2009 del DM 18/12/08 sono state introdotte ulteriori variazioni al sistema di incentivazione per l’eolico di piccola taglia:

  • Estensione degli incentivi da 12 a 15 anni per impianti entrati in esercizio dopo il 31/12/2007.
  • Possibilità di beneficiare del meccanismo dello scambio sul posto per impianti di taglia superiore a 20 ed inferiore a 200 kW, entrati in esercizio dopo il 31/12/2007.
  • Riconoscimento di una tariffa omnicomprensiva alternativa, pari a 300 €/MWh, per impianti di taglia non superiore ad 1 MW (200 kW per l’eolico) entrati in esercizio dopo il 31/12/2007.

Il decreto legislativo di recepimento della direttiva comunitaria 2009/28/CE sulle rinnovabili, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.  71 del 28 marzo 2011 introduce per il settore alcune novità:

  • possibilità, da parte delle Regioni, di estendere la soglia di applicazione della procedura autorizzativa semplificata (ex DIA) agli impianti di potenza nominale fino ad 1 MW e la soglia relativa alle attività in edilizia libera (semplice comunicazione) fino a 50 kW;
  • per gli edifici di nuova costruzione, o sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, il 50% dei fabbisogni termici e il 20% (quota che si incrementa nel corso degli anni) della somma del fabbisogno di ACS, riscaldamento e raffrescamento, deve essere coperto dalla produzione di energia termica o elettrica rinnovabile;
  • la tariffa omnicomprensiva rimane costante e invariata per gli impianti che entrino in esercizio entro il 31/12/2012, per quelli successivi le nuove modalità verranno definite dai prossimi decreti attuativi.

 

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