Progetto Archimede - Solare termodinamico - Fonti rinnovabili ed energie alternative

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Progetto Archimede


Intervista a Mauro Vignolini

Accumulo termico. Collettore solare. Alta temperatura di esercizio. Fluido termovettore compatibile dal punto di vista ambientale. Sono questi i punti di innovazione tecnologica messi a punto dall’Enea nel Progetto Archimede da realizzare nella baia di S. Panagia, tra Siracusa e Priolo Gargallo, dove si narra che Archimede avrebbe incendiato la flotta romana del console Marcello con specchi ustori.

Si tratta di un campo solare composto da 72 collettori parabolici che concentra la luce del sole su tubazioni percorse da un nuovo fluido a base di sali in grado di accumulare calore ad alta temperatura, 550 °C, per renderlo disponibile in ogni momento della giornata e in qualsiasi condizione meteorologica. Frutto della collaborazione tra l’ENEA e l’Enel, con Archimede sarà possibile per la prima volta al mondo integrare un impianto solare termodinamico in un impianto termoelettrico dotato di ciclo combinato a gas.

"La vera novità - spiega Mauro Vignolini, responsabile dell'Unità Ricerca e Sviluppo del Progetto Solare Termodinamico - è produrre energia elettrica dal sole in maniera costante, senza interruzioni, uno dei problemi delle fonti energetiche rinnovabili". L'energia termica così raccolta produce vapore ad alta pressione che, convogliato nelle turbine della centrale, incrementa la produzione di energia elettrica. Questo riduce il consumo annuo di combustibili fossili con un risparmio di 2.600 tonnellate di petrolio pari e taglia le emissioni di anidride carbonica per 8.000 tonnellate l'anno.

La tecnologia ENEA per la captazione dell'energia solare si basa sull'utilizzo di collettori parabolici lineari costituiti da un comune specchio di vetro che concentra la radiazione diretta del sole su un tubo assorbitore (ricevitore) disposto sul fuoco della parabola. Al suo interno viene fatto circolare il fluido per asportare l'energia solare che, una volta accumulata, verrà poi utilizzata per produrre vapore e quindi energia elettrica in un impianto termoelettrico di tipo convenzionale, con un rendimento di conversione del 16%. Nello sviluppo dei componenti di questa tecnologia l’ENEA ha prodotto due brevetti che riguardano il collettore solare e il tubo ricevitore e ha realizzato un alto grado di trasferimento all’esterno delle proprie conoscenze, coinvolgendo diverse realtà piccole e medie nel panorama dell'industria nazionale.

Per saperne di più:

 Edizione Speciale - L'impianto Archimede

 

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