Arrivano i reattori nucleari per la cura di tumori - Protezione della salute

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Arrivano i reattori nucleari per la cura di tumori


DAL TAPIRO…
Si chiama Tapiro e potrà offrire una speranza concreta ai malati di alcuni tipi di tumore. Si tratta di un reattore nucleare, nato nei laboratori delCentro Ricerche Casaccia dell'ENEA, in cui sono stati realizzati adattatori di spettro con caratteristiche ben definite in grado di erogare fasci di neutroni idonei per una particolare forma di radioterapia con la cattura dei neutroni da parte del boro.
Nota a livello internazionale come Boron Neutron Capture Therapy (BNCT), questa terapia si basa sulla possibilità di veicolare il boro nelle cellule tumorali, che si caricano di questo composto di circa quattro volte in più rispetto alle cellule sane. Quando un neutrone colpisce un atomo di boro, nell'impatto questo si spacca sprigionando un'energia cinetica tale da distruggere la cellula tumorale. In questo modo solamente le cellule tumorali vengono distrutte, risparmiando quelle sane.
Questa terapia, come spiega Donatella Tirindelli, coordinatrice del progetto ENEA per la Salute, viene attualmente studiata in particolare per la cura di tumori cerebrali oggi incurabili, quali i glioblastomi e per il melanoma. La sperimentazione, condotta su colture cellulari e modelli animali, è indirizzata oggi a rendere ancora più selettiva la veicolazione del boro nelle sole cellule tumorali. A fine 2006, spiega la ricercatrice, si passerà alla sperimentazione su fantocci antropomorfi e nel corso del 2007, fondi permettendo, si passerà alla fase progettuale per il trattamento di pazienti.

... AL TRIGA
un acronimo che sta per Training Research Isotopes General Atomics.
Anche in questo caso è la ricercatrice oncologa Donatella Tirindelli dell'ENEA a spiegare che questo reattore è assai utile per fornire radioisotopi e radiofarmaci per la diagnostica e la terapia dei tumori. Si tratta di un reattore situato presso il Centro Ricerche Casaccia dell'ENEA, attualmente utilizzato per la produzione di radioisotopi in campo medico e per la radiografia neutronica, dove è presente un laboratorio di radiochimica in cui vengono prodotti radiofarmaci per diagnostica e terapia.

Inoltre, nel Centro Ricerche dell’ENEA di Frascati è presente un apparato acceleratore di protoni (TOP, Terapia Oncologica con Protoni). Il progetto, iniziato in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità e l’Istituto Tumori Regina Elena, ha portato alla realizzazione di un prototipo utilizzato attualmente a livello sperimentale. Il suo sviluppo potrebbe essere assai utile, visto che, secondo un recente studio dell’Associazione Italiana di Radioterapia Oncologica, in Italia servirebbero almeno sei centri di protonterapia.
Le competenze ENEA sugli acceleratori hanno già prodotto esempi di trasferimento tecnologico e sviluppo di prototipi da parte dell’industria biomedicale, come il Light Intraoperative ACcelerator (LIAC), un'apparecchiatura in grado di "bombardare" le zone tumorali durante l’intervento chirurgico, risparmiando i tessuti sani adiacenti, con una caratteristica unica: la sua totale mobilità. Grazie infatti alle sue dimensioni ridotte, essendo leggera e compatta, può essere usata direttamente in sala operatoria a vantaggio del paziente che, in questa maniera, non deve essere spostato nel reparto di radioterapia, riducendo i tempi di esecuzione del trattamento. Circa 20 apparecchi di questo tipo sono stati installati presso strutture ospedaliere in Italia e all’estero.

La presenza nei Centri ENEA di laboratori di biologia cellulare e molecolare e di laboratori di metrologia e dosimetria delle radiazioni ionizzanti e non ionizzanti rende inoltre possibile la sperimentazione preclinica, la caratterizzazione fisica delle apparecchiature e la verifica e messa a punto dei protocolli di studio radiobiologico.

Dossier: "Le tecnologie ENEA per la salute"

 

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