Domotica a portata di casa - Ecobuilding ed efficienza energetica degli edifici - Risparmio energetico ed efficienza energetica

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QUALCHE SPUNTO SU...

Domotica a portata di casa


Intervista a Gaetano Fasano

 

Risparmiare energia del 15%, migliorando il comfort ambientale e la qualità della vita. Sono questi i due obiettivi della “Casa intelligente” dell’ENEA al Centro di Ricerca della Casaccia, un gioiello tecnologico nato e cresciuto sotto l’attenta regia dell’architetto Gaetano Fasano.
“Il progetto, realizzato nel 1996 e terminato nel 2000, è in continua evoluzione, perché le tecnologie della domotica progrediscono di giorno in giorno soprattutto per quanto riguarda componentistica e design, ma la funzione rimane la stessa; quindi, nonostante i fondi destinati alla ricerca non siano mai sufficienti, continuiamo a svolgere la nostra attività con buoni risultati. Il cuore della Casa sono i dispositivi di campo, i sensori con cui i quali è possibile ‘governare’ un edificio programmandolo dagli elettrodomestici al riscaldamento, tema questo che sta monopolizzando l’interesse di molte azienda, dalla Microsoft, all’ENEL, all’Echelon. Altro capitolo di grande interesse è la possibilità di monitorare la qualità dell’aria all’interno delle mura, sia dal punto di vista qualitativo circa le emissioni, sia per la ventilazione, fondamentale per tutti gli ambienti chiusi. I diffusori meccanici di nuova generazione, infatti, a parità di consumo energetico, sono molto più efficienti, immettendo aria con particolari pressione, velocità e direzione producendo un benessere maggiore”.

 

Come funziona esattamente la domotica?
“È un’intelligenza distribuita per tutta la casa, con dei sensori autonomi, in grado di operare secondo un algoritmo impostato dall’utente sulla base delle sue abitudini ed esigenze di comfort, energetiche, logistiche e funzionali; infatti stiamo studiando il trend dei consumi rispetto a tre diversi profili, l’anziano, la famiglia con 3 componenti e il single, ognuno con caratteristiche diverse. Si tratta quindi di un insieme di componenti collegati con un microprocessore centralizzato, che registra e verifica che tutto il campo funzioni bene sulla base degli input impostati”.

 

Quali sono le applicabilità pratiche di questa ricerca e i costi?
“Risparmiare almeno il 15% di energia, cosa che in un budget domestico ha il suo peso; quanto al costo aggiuntivo, per quanto riguarda gli edifici di nuova costruzione, si parla del 2%-3% rispetto al costo degli impianti, mentre per quelli da ristrutturare siamo nell’ordine del 5%-6%. Un ruolo rilevante per quanto riguarda il risparmio in bolletta lo gioca il sistema illuminotecnico: nella ‘Casa’, laddove non si rileva la presenza umana, le luci si spengono autonomamente oppure è possibile programmare il distacco di alcune prese elettriche nelle ore notturne. Sono sotto stretto controllo i sistemi di condizionamento invernale come quello a radiatori, pavimento radiante e condizionatori, per capire come poterli gestire in funzione del clima esterno, ma anche l’efficienza di particolari vernici di rivestimento”.

 

Che rapporto hanno gli italiani con la domotica?
“Freddo direi, per tre motivi principali. Il primo è di tipo culturale, perché la gente con la domotica ritiene di avere limitata la propria libertà. In secondo luogo in Italia non ci sono maestranze formate in grado di poter indirizzare l’utente; l’impiantista dell’impianto elettrico ad esempio, preferisce fare l’impianto come lo sa fare, piuttosto che seguire un corso di aggiornamento, spendendo tempo e danaro in formazione. La categoria dei progettisti, infine ha la sua responsabilità, in quanto poco propenso ad aggiornarsi e, di conseguenza, non riesce a diffondere i benefici della domotica, che non sono certo immediati, ma a medio termine. E così gli italiani preferiscono spendere più in piastrelle che in un impianto in grado di far risparmiare energia”.

 

Per saperne di più:
La casa intelligente

 

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