Le ricerche sulla fusione termonucleare - Fusione termonucleare

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Le ricerche sulla fusione termonucleare


Intervista a Giuseppe Mazzitelli

“Non sarà la panacea di tutti i mali, ma sicuramente costituisce una strada maestra per la generazione di energia pulita”. A parlare è Giuseppe Mazzitelli, Responsabile della Sezione Gestione Grandi Impianti Sperimentali del Dipartimento “Fusione Tecnologie e presidio nucleari” di Frascati. Dirige dal 1999 FTU (Frascati Tokamak Upgrade), macchina che, grazie all’elevato campo magnetico, ha come obbiettivo fare avvicinare due nuclei di due atomi, il deuterio e il trizio, isotopi dell’idrogeno, per creare energia.
“Essendo due particelle cariche dello stesso segno si respingono e quindi - spiega Mazzitelli - occorre aiutarle, dotandole di energia cinetica tale da superare questa barriera; è come l’astista, che carica l’asta per poter valicare l’asticella”.
Per un ventennio, i laboratori di fisica del plasma hanno svolto un’intensa attività di studio e ricerca sulla produzione del deuterio e del trizio e sulle loro proprietà fisiche, con l'obiettivo di stabilirne la possibile applicabilità alla fusione nucleare controllata quale sorgente di energia pulita. Un’attività che ha portato negli anni 70 alla realizzazione della macchina prototipo FT (Frascati Tokamak) e quindi alla macchina FTU (Frascati Tokamak Upgrade) che permette un sostanziale riscaldamento del plasma, con sistemi di iniezione di potenza a radiofrequenza. Riuscire quindi a superare questa barriera e avvicinare i due nuclei, spiega Mazzitelli, ci pone dei grossi problemi, perché occorre riscaldare il plasma ad una temperatura di circa 100 milioni di gradi. Dunque FTU, pur essendo un tokamak di medie dimensioni, ha una notevole complessità e richiede un numero elevato di sistemi per il suo funzionamento e quindi di personale tecnico altamente specializzato.
Per capire l’importanza strategica di queste ricerche, Mazzitelli fa un esempio semplice ma chiaro. “Per alimentare oggi una centrale da 1000 MWe occorrono 2 milioni di tonnellate di carbone l’anno oppure 1,3 milioni di tonnellate di petrolio o ancora 30 tonnellate di uranio se parliamo di una centrale nucleare a fissione; nel caso di fusione a caldo invece sono sufficienti 500-600 kg di deuterio trasportabili su un semplice camion, in grado di generare energia pulita”.
La UE è leader nelle ricerche sulla fusione a caldo, che sono la base scientifica di ITER, che è finalizzato a dimostrare la possibilità di utilizzare la fusione come fonte di energia rispettosa dell’ambiente, praticamente inesauribile e sicura. Il Centro di Frascati è uno dei maggiori centri di ricerca a livello nazionale ed internazionale per la ricerca sulla fusione termonucleare controllata, cofinanziato dalla Comunità Europea nel quadro dell’Associazione ENEA-EURATOM.

Per saperne di più:
ITER... come la via del futuro che porterà all'energia pulita

 


Panoramica dell'impianto Tokamak FTU (Frascati Tokamak Upgrade)

Per saperne di più:

 

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