L'efficienza energetica nell'industria - Efficienza energetica nell'industria - Risparmio energetico ed efficienza energetica

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QUALCHE SPUNTO SU...

L'efficienza energetica nell'industria


Intervista a Mauro Annunziato

“L’efficienza energetica? È come se avessimo una nuova fonte nascosta, i cui risultati a livello europeo sono davvero straordinari: entro il 2020 si potrà risparmiare il 20% del consumo di energia”. A parlare è Mauro Annunziato, uno degli uomini ENEA del risparmio energetico, che spiega quale strada dovrà percorre l’Italia per raggiungere questi obiettivi. La parola d’ordine? Spendere meno in combustibile ed investire nella capacità tecnologiche interne mantenendo inalterata la qualità della vita. Perché a dire il vero di energia se ne consuma veramente tanta.
“È come se ogni individuo portasse sulla propria testa 55 lampadine da 60 watt sempre accese per 24 ore su 24, lampadine che, 10 anni fa erano 45. Un terzo dei consumi deriva dall’industria, un terzo dal civile e un terzo dai trasporti.
L’Italia sta cercando di orientare la ricerca verso il risparmio energetico attraverso due scale temporali, una a breve (1-5 anni) e l’altra a medio-lungo termine. Innanzitutto oggi la sfida è puntare su tecnologie già disponibili, in grado di garantire un ritorno di efficienza energetica con un investimento iniziale.
Un ruolo importante in questo senso lo giocano le ESCO, società di servizi energetici specializzate in interventi di efficienza, che sollevano il cliente sia dalla necessità di reperire risorse finanziarie, sia dal rischio tecnologico; le ESCO infatti gestiscono progettazione, realizzazione e manutenzione del sistema per la durata del contratto stipulato con il cliente. Il loro guadagno? Proporzionale sul margine di efficienza che riescono a produrre. Oggi in Italia ce ne sono circa 500 di cui circa 20 realmente attive, per lo più legate a sistemi produttivi, multi utilità per l’energia e all’edilizia immobiliare, un settore questo assai promettente”.

- Ma l’ENEA cosa c’entra con le ESCO?
“Semplice, trasferisce loro queste ‘super tecnologie’ di progettazione e di gestione delle architetture ottimali per la produzione in loco ed il consumo efficiente dell’energia. Al momento, insieme ad aziende private, stiamo costruendo una ESCO pubblico-privato sperimentale, per dimostrare che tecnologie molto avanzate possono tradursi in vantaggi economici concreti e assai rilevanti. Il segreto per vincere questa scommessa? Garantire grandi capacità di efficienza a bassi costi.
ENEA sta stabilendo anche una forte sinergia con le ESCO italiane, conferendo loro sì know how, ma anche certificando l’efficacia dei loro interventi nell’ambito di una vasta collaborazione con l’Authority nazionale per l’energia.
A livello centrale l’Ente collabora con le istituzioni alla stesura delle leggi di tema energetico, ma gioca un ruolo assai rilevante anche nel territorio, dove il problema dell’efficienza energetica è molto sentito. Le risorse anziché spenderle in combustibili, meglio destinarle alla produzione di risparmio energetico, investendo in aziende hi-tech, in cultura dell’efficienza, strutture sociali e ambientali.
L’ENEA infine aiuta le Regioni a studiare, caso per caso, quali siano le migliori ‘piattaforme energetiche’. Se in Puglia, una delle aree particolarmente sensibili, c’è il sole ed il vento, ad esempio, ben venga il fotovoltaico, l’eolico e così via.”.

- E a medio termine quali sono gli obiettivi?
“Sicuramente i Power park, una sorta di distretto energetico molto integrato ed informatizzato, di cui in Italia abbiamo una sola esperienza, in Piemonte per l’esattezza, mentre in Europa sono ormai una ventina sviluppati nel contesto di un progetto di ricerca europeo (Programma ‘Concerto’). Il che denota il ritardo del nostro Paese.
Si tratta di un’integrazione perfetta tra ‘ecobuilding’ (edificio a basso consumo energetico), generazione distribuita e fonti rinnovabili; insomma un modello dove enti locali, strutture pubbliche e imprese lavorano insieme per ottenere il massimo risparmio energetico attraverso la messa in rete di tutte le fonti energetiche tradizionali e rinnovabili: dalla microgenerazione distribuita per produrre energia per riscaldamento e raffrescamento, al consumo intelligente di energia grazie all’information technology, alla dimensione degli spazi e ancora al recupero dei residui. Il fatto di avere a che fare con le realtà territoriali è una bella chance: la chiave del successo è riuscire a trasmettere la convenienza di questo processo.

- Che differenza c’è tra risparmio e efficienza energetica?
“Benché entrambi i termini si traducano con una riduzione di consumo, nel secondo caso non si deve rinunciare a ‘fare qualcosa’ bensì si deve tendere a ‘farla nel modo migliore’. Mentre il risparmio mette l’accento nel consumare di meno (‘non prendo l’auto quando mi è possibile’), l’efficienza dice ‘se ne ho la necessità, prendo un’auto che consuma meno’ ”.

Dossier: "Dall'ecobuilding al distretto energetico"

Dossier: "ENEA per il risparmio energetico"

Dall'ecobuilding al distretto energetico ricerca e governance verso nuovi modelli di sviluppo
Intervento di Mauro Annunziato al Workshop "Dall'ecobuilding al distretto energetico: ricerca e governance verso nuovi modelli di sviluppo" - EBEA Sede, 19 dicembre 2007

 

 

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