Risparmio energetico con gli impianti di riscaldamento - Risparmio energetico con gli impianti di riscaldamento - Risparmio energetico ed efficienza energetica

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QUALCHE SPUNTO SU...

Risparmio energetico con gli impianti di riscaldamento


Intervista ad Alfredo Marrocchelli

“Non è solamente la caldaia che bisogna controllare, ma tutto l’impianto di riscaldamento nella sua completezza e, quindi il canale da fumo, il camino, l’apertura di ventilazione, i termostati, i radiatori, le valvole, le tubazioni ed i loro isolanti e via dicendo”.
È l’ingegnere Alfredo Marrocchelli dell’ENEA ad affrontare un tema caro agli italiani soprattutto in questo periodo dell’anno, quando i primi freddi danno il via libera all’accensione degli impianti di riscaldamento. Un target vasto quanto sfaccettato, dal momento che oggi ci sono circa 16 milioni di impianti autonomi basati su caldaie individuali e circa 450.000 impianti centralizzati che riscaldano quasi 5 milioni di appartamenti.
“Purtroppo burocrazia e riscaldamento oggi fanno rima. Da un anno infatti le regole sono cambiate, perché il Dpr 412/93 è stato parzialmente sostituito dal decreto legislativo 192/2005, che avrebbe dovuto recepire una direttiva europea (2002/91) sul rendimento energetico degli edifici.. Di fatto invece il provvedimento ha recepito solo in parte le indicazioni della direttiva 91 ed è stato un’occasione per inserire complicate regole solo italiane, come ad esempio la frequenza della manutenzione, un capitolo su cui non c’è chiarezza. Il risultato è che oggi abbiamo una legge assai complicata, che si presta ad interpretazioni contrastanti per quanto riguarda l’ambito di applicazione, che riguarda sia la parte progettuale dell’impianto, che quella di controllo ed eventuale manutenzione e la verifica del rendimento di combustione. Tre operazioni diverse ma collegate tra loro. La morale è che la troppa burocrazia pesa nelle tasche degli italiani e questo uccide la sostanza.

- Allora cosa si deve fare?
Far controllare ed eventualmente manutenere tutto l’impianto, altrimenti è come se si facesse il tagliando all’auto solamente al motore senza verificare anche pneumatici, freni e via dicendo. Ad entrare in azione, in questo caso, deve essere il tecnico della ditta che si occuperà sia del controllo ed eventuale manutenzione dell’impianto sia della verifica del rendimento di combustione della caldaia. Il rendimento di combustione della caldaia è anche verificato, indipendentemente, dall’ente locale che effettua delle ‘ispezioni’ a campione (5% sul totale), per verificare che effettivamente l’impianto sia gestito e manutenuto nel rispetto delle regole. Quanto ai costi sono dettati dalle singole realtà locali: per le ispezioni eseguite a campione dagli enti locali si va tra i 4 e i 15 euro (spesso gli enti locali chiamano tali ispezioni campagna del bollino blu o verde in analogia a quanto si esegue per la verifica delle autovetture) mentre per i controlli e l’eventuale manutenzione il cittadino deve pagare al manutentore una cifra compresa tra i 50 e gli 80 euro per intervento.

- Parliamo ora di periodicità dei controlli.
Per questo possiamo fare riferimento alla tabella che segue, dove si può vedere che la cadenza della verifica del rendimento di combustione varia da 2 volte all’anno a una volta ogni 4 anni.

Periodicità minima per la verifica del rendimento di combustione da parte del manutentore

Tipo di impianto

Cadenza verifica del rendimento di combustione

Generatori a gas, P foc>= 35 ma <350 kW

1 anno

Generatori a gas, P foc <35

4 anni

Centrali termiche con combustibili liquidi o solidi, qualunque potenza

2 all’anno

Altre centrali termiche a gas, potenza nominale complessiva>350kW

2 all’anno

In accordo con l’interpretazione del MSE

 

- Che ruolo gioca l’ENEA in questo labirinto?
Per quanto riguarda gli impianti di riscaldamento e le relative leggi, l’Ente ha fatto da tramite tecnico per far sì che le dichiarazioni di principio contenute in Gazzetta Ufficiale potessero tradursi effettivamente in fatti operativi nella realtà del paese.

- In che maniera?
Contribuendo allo sviluppo della normativa tecnica che applica queste leggi e aiutando a formare gli addetti e i tecnici del settore. L’attività di formazione riguarda sia i progettisti degli impianti che in questo modo saranno in grado di renderli sempre più efficienti, sia i tecnici degli enti locali preposti alle ispezioni sul rendimento di combustione. L’ENEA collabora poi alla stesura delle leggi e infine a sensibilizzare la collettività, a partire dalle scuole, sull’importanza del risparmio energetico.

- Ma gli italiani sono sensibili su questo tema?
No, assolutamente no. Basti pensare che un italiano sicuramente conosce quanto consuma la propria auto, mentre ignora quanti metri cubi di metano utilizza ogni anno o i kWh di corrente che consuma. La strada da fare è ancora molto lunga, ma noi non disperiamo.

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