La ricerca ENEA per la valorizzazione del siero di latte nel rispetto dell'ambiente - Siero di latte: la ricerca ENEA per la sua valorizzazione - Agricoltura eco-sostenibile, agroindustria, biotecnologie

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QUALCHE SPUNTO SU...

La ricerca ENEA per la valorizzazione del siero di latte nel rispetto dell'ambiente


Intervista a Massimo Pizzichini

In Italia sembra possibile promuovere una industria di commercializzazione di prodotti ad alto valore aggiunto ottenuti dal siero del latte, sulla base scientifica e sulle esperienze di ricerca che svolge Massimo Pizzichini del Dipartimento Biotecnologie, Agroindustria e Protezione della Salute del Centro Ricerche ENEA della Casaccia.
“L’Italia è un grandissimo produttore di siero di latte, in relazione alla quantità di formaggi che abbiamo, ma il siero non trova collocazione nei settori alimentari e nutraceutici, poiché considerato un rifiuto speciale dall’attuale normativa ambientale. Di fatto ci troviamo ad importare migliaia di tonnellate di prodotti, in particolare a base di sieroproteine ad alto valore aggiunto da paesi extra-europei, come gli Usa e la Nuova Zelanda”.

- In cosa consiste il vostro lavoro?
“Possiamo dimostrare come si possa trasformare il siero separando le componenti fondamentali con lo scopo di valorizzarle per produrre sostanze ad alto valore aggiunto. La nostra ricerca è stata focalizzata soprattutto a dare degli strumenti tecnologici modulari ed elastici, in funzione di quello che si vuole ottenere, ad esempio integratori alimentari e bevande speciali”.

- Cosa si può ottenere dal siero?
“Il latte è un prodotto alimentare straordinario, contiene tutte le sostanze necessarie per il sostentamento dalla nascita alla vecchiaia; ancora oggi si studiano proprietà biologiche e farmacologiche e si scoprono ogni giorno aspetti che dimostrano l’importanza salutistica di questo alimento che nutre, protegge e migliora il benessere dei consumatori. Quando facciamo il formaggio, portiamo via dal latte solo la componente costituita prevalentemente da caseine e grassi, mentre dal siero si possono ottenere proteine, zuccheri, vitamine, lattosio e sali minerali. In Italia il siero finisce in gran parte all’alimentazione dei suini e purtroppo nei casi peggiori viene scaricato in modo difforme dalle normative.”

- Quale tecniche utilizzate?
“L’ENEA ha studiato e sviluppato un processo di trattamento del siero basato su tecnologie di membrana che consente di separare e valorizzare efficacemente tutte le sue componenti chimiche: in tal modo esse possono essere destinate alla produzione di prodotti ad alto valore aggiunto, come integratori alimentari a base di sieroproteine, zuccheri più o meno idrolizzati, che insieme ad un’acqua ultrapura possono dare origine ad una bevanda speciale interamente ottenuta dalla matrice siero. In questo schema di processo l’iniziale carico inquinante del siero scompare definitivamente. L’ENEA ha sviluppato anche un processo di essiccamento del siero, da cui si ottiene un concentrato destinato all’alimentazione zootecnica. Questo processo è particolarmente adatto ai caseifici di piccole dimensioni e utilizza un dispositivo (brevetto ENEA n. RM2003A000114) che consente anche un notevole recupero di energia sotto forma di acqua calda.”


Per saperne di più:

 

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