Una bevanda a base di siero di latte - Siero di latte: la ricerca ENEA per la sua valorizzazione - Agricoltura eco-sostenibile, agroindustria, biotecnologie

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QUALCHE SPUNTO SU...

Una bevanda a base di siero di latte


Utilizzare un refluo industriale come il siero di latte per produrre una bevanda speciale con particolari requisiti nutriceutici. È questo il progetto a cui sta lavorando l’ENEA, nato da una lunga esperienza di ricerca condotta nel settore del trattamento del siero caseario. La bevanda conterrà zuccheri, fra cui derivati ad attività prebiotica (Galattooligosaccaridi - GOS), vitamine, sali minerali in equilibrio osmotico con il sangue e altri prodotti speciali come i peptidi bioattivi, vale a dire frazioni di molecole proteiche, molto importanti perché regolano la pressione arteriosa, modulano la difesa immunitaria e la condizione di benessere (sostanze ad attività oppioide).
In pratica il nuovo prodotto deriva dalla scomposizione chimica del siero di latte, effettuata con la cosiddetta tecnologie di membrana impiegando filtri chimicamente molto selettivi, e quindi dalla ricomposizione intelligente di queste frazioni liquide. Verrà ottenuta al 100% dal siero di latte, senza addizione di conservanti, coloranti e stabilizzanti. Il colore giallo oro della nuova bevanda deriva dalla vitamina B2, importante per la vista. La nuova bevanda avrà un contenuto salino molto caratteristico, ottimale nel rapporto fra sodio/ potassio inferiore allo 0,5.
A dire il vero una bevanda a base di siero viene già prodotta in Svizzera, che la commercializza in molti paesi, esclusa l’Italia, in 70 milioni di litri l’anno, realizzando fatturati da capogiro. Ma il prodotto ENEA avrà caratteristiche diverse da quello svizzero. Infatti, nel prodotto svizzero (Rivella) la percentuale di siero che compone la bevanda è solo del 23%. Secondo il ricercatore ENEA Massimo Pizzichini, realizzare questa bevanda dal punto di vista tecnologico è relativamente semplice; la vera difficoltà è immetterla sul mercato, un processo che richiede un ingente sforzo di marketing.
Ma lo spazio in Italia non sembra mancare. Secondo uno studio ENEA, realizzato su dati ACNielsen, circa il posizionamento di questa nuova bevanda, emerge che gli italiani consumano ogni anno 182 litri di acqua minerale potendo spaziare tra 285 diversi marchi. Passando alle soft drink il valore di questo mercato è di 1.256 milioni di euro pari ad un volume di 1.421 milioni di litri, per le energy drink è rispettivamente di 1,8 milioni e 294.000 litri mentre per gli sport drink di 49 milioni di euro e 34,6 milioni di litri.


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