Come funzionano i vaccini - Vaccini vegetali - Agricoltura eco-sostenibile, agroindustria, biotecnologie

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Come funzionano i vaccini


Il vaccino è una sostanza che viene introdotta nell’organismo per bocca, iniezione, inalazione e via dicendo, non per curare una malattia già esistente, ma per impedire che essa si possa sviluppare. In pratica fa in modo che il sistema immunitario dell’organismo si attivi contro la malattia e si protegga contro di essa. I vaccini non servono per prevenire tutte le malattie, ma solo quelle causate da agenti patogeni (microrganismi come virus e batteri), le cosiddette malattie infettive. Quelli tradizionali sono costituiti dallo stesso agente patogeno della malattia trattato in modo che possa ancora indurre nell’organismo la risposta immunitaria difensiva, ma non sia più in grado di moltiplicarsi. La risposta immunitaria permetterà in futuro all’organismo di difendersi dalla malattia per cui si è vaccinato. A seconda del trattamento subito dal microrganismo e quindi della costituzione dei vaccini, esistono tre tipi diversi di vaccini: i viventi sono costituiti dall’agente patogeno vivo appunto, ma attenuato e quindi non più in grado di portare la malattia, ma di attivare il sistema immunitario. Si tratta di vaccini efficaci ma che presentano alcuni rischi perché il microrganismo può, in alcuni casi , tornare virulento e quindi patogeno. Sono vaccini viventi quelli contro la rosolia, il morbillo, il vaiolo ecc… Esistono poi i vaccini con agenti infettivi uccisi per mezzo del calore, la cui immunità è transitoria, per cui è necessario fare ripetuti richiami e ancora i vaccini a subunità, costituiti solamente dalle proteine antigeniche isolate dall’agente patogeno. La persona che viene vaccinata, pur non essendo realmente esposta al pericolo, comincia a produrre anticorpi e queste difese restano sempre potenzialmente disponibili in caso di una futura reale aggressione. Questo naturalmente è il meccanismo che caratterizza tutti i tipi di vaccinazione, da quella che un tempo veniva praticata dai cinesi facendo annusare ai bambini pustole seccate di vaiolo, fino a quella transgenica. Il principio dell'esposizione volontaria al patogeno resta inalterata, cambiano modalità e costi.


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