Quando la vita è affidata ad una foglia di tabacco: dalle piante un vaccino contro il tumore alla cervice - Vaccini vegetali - Agricoltura eco-sostenibile, agroindustria, biotecnologie

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Quando la vita è affidata ad una foglia di tabacco: dalle piante un vaccino contro il tumore alla cervice


Intervista a Rosella Franconi

Sviluppare vaccini a basso costo, ma anche vaccini terapeutici in gradi di impedire la comparsa del tumore in persone già infettate dal virus e di ostacolarne la progressione. Sono questi gli obiettivi di Rosella Franconi, biotecnologia vegetale, dal 1989 ricercatrice presso il Centro Ricerche ENEA della Casaccia e dal 1999 coinvolta in questa missione biomedica condotta in collaborazione con l'Istituto Regina Elena e con l'Istituto Superiore di Sanità. Il punto di partenza della sua ricerca è una semplice, si fa per dire, foglia di tabacco. “Essendo le oncoproteine E6 ed E7 di HPV ‘antigeni specifici di tumorÈ, rappresentano i candidati ideali per lo sviluppo di vaccini terapeutici. Già dall’antichità le piante sono state utilizzate per curare le malattie umane e oggi, grazie all’ingegneria genetica, quelle di tabacco in particolare, sono diventate più efficienti di un laboratorio farmaceutico, per non parlare della loro economicità.”

- Vale a dire?
“È semplice: le piante hanno bisogno solamente di luce solare, acqua e minerali, per cui rappresentano un sistema produttivo estremamente economico per la sintesi di proteine utili. Sono inoltre più sicure di microbi e animali, perché esenti da contaminanti patogeni (come prioni o virus), da sequenze di DNA oncogenico e da endotossine. Tutto questo ‘pacchetto di virtù’ azzera i rischi per la salute e contribuisce a ridurre i costi di produzione”.

- Perché proprio il tabacco?
“È sicuramente una delle piante più interessanti, innanzitutto perché non presenta particolari difficoltà di coltivazione; rappresenta poi un sistema ben consolidato e studiato per il trasferimento di geni e per l’espressione genica e ha un alto rendimento in forma di biomassa, con abbondante produzione di semi. Inoltre, visto che il tabacco non è una pianta commestibile, c’è un basso rischio di contaminare la catena del cibo. In alcune varietà di tabacco, inoltre, le foglie rappresentano un sito di elevata produzione proteica e a bassa concentrazione di alcaloidi: sono proprio queste varietà a poter essere utilizzate per la produzione in larga scala di farmaci e vaccini”.

- Qual è il passaggio dal tabacco all’antitumore?
“Una linea di ricerca portata avanti dell’ENEA è rappresentata proprio dalla sperimentazione di biofabbriche in grado di produrre vaccini sia profilattici che terapeutici contro i tumori causati da HPV”.”


Per saperne di più:

Rosella Franconi con la sua équipe

Rosella Franconi (la seconda da sinistra) con la sua équipe

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