Dalla a alla zeta il vaccino verde contro il tumore della cervice - Vaccini vegetali - Agricoltura eco-sostenibile, agroindustria, biotecnologie

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Dalla a alla zeta il vaccino verde contro il tumore della cervice


Per la produzione di un vaccino terapeutico, il gene codificante l’oncoproteina E7 del virus HPV-16, è stato inserito dentro il genoma del Potato Virus X (un virus della patata) e sono state quindi infettate normali piante di tabacco. Queste, in seguito all’infezione, hanno prodotto grandi quantità di proteina E7, con cui sono stati vaccinati dei topi, nei quali sono state poi iniettate cellule cancerose. Risultato dell’esperimento? Il 50% circa degli animali non ha sviluppato il tumore e comunque nell’altra metà le sue dimensioni erano molto limitate; nei topi non vaccinati, invece, il cancro era molto più diffuso. Dati confortanti, che hanno dato un nuovo input a questa ricerca, il cui passo successivo è stato quello di indirizzare la proteina E7 nella via secretoria della pianta, in modo da aumentarne i livelli di espressione. Un’operazione conclusa con successo, che ha portato ad un immediato aumento dell’efficacia del vaccino, con l’80% dei topi protetti dal tumore. Recentemente, a seguito di una collaborazione con il ‘Center for Molecular Biotechnology’ del Fraunhofer USA, la proteina E7 è stata fusa con una proteina di origine batterica ed espressa sia in foglie che in radici di tabacco attraverso un sistema di espressione transiente altamente efficiente e basato su un altro virus vegetale, il Tabacco Mosaic Virus (TMV). Con questa ulteriore miglioria, è stato possibile ottenere nuova proteina di fusione in forma purificata e si è arrivati a proteggere o curare dal tumore il 100% dei topi immunizzati, anche senza l’aggiunta di altri composti nelle preparazioni (in tutti i vaccini vi è l’aggiunta di adiuvanti, es. l’alluminio). Si tratta di risultati destinati ad aprire sicuramente la strada a studi clinici concreti con il primo vaccino di origine vegetale contro il tumore del collo dell’utero. Nel Centro Ricerche ENEA della Casaccia si sta lavorando per esprimere in pianta altri antigeni di HPV e per utilizzare sequenze di DNA da pianta o da virus vegetali da unire ai geni codificanti gli antigeni tumorali di HPV, in modo da ottenere vaccini genetici. Le parole chiave sia per questo genere di vaccini come per quelli proteici da pianta, sono sempre le stesse: maggiore sicurezza, efficacia superiore e basso costo.


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