Il conto energia ovvero: siamo tutti i produttori di elettricità - Energia fotovoltaica - Fonti rinnovabili ed energie alternative

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QUALCHE SPUNTO SU...

Il conto energia ovvero: siamo tutti i produttori di elettricità


Produrre energia elettrica pulita, per sè stessi e per gli altri. Carlo Privato ci spiega come

Fare fronte al sempre più crescente fabbisogno mondiale di energia elettrica diminuendo contemporaneamente le emissioni di gas nocivi in atmosfera. A far convivere queste due esigenze, apparentemente inconciliabili, ci pensa il fotovoltaico in grado, ormai, di fornire un contributo energetico sempre più consistente.

- Si è calcolato che una mega centrale fotovoltaica di 350.000 chilometri quadrati, il 4% della superficie del deserto del Sahara, potrebbe far fronte al fabbisogno mondiale di energia elettrica. È questa la strada che la tecnologia fotovoltaica deve perseguire – grandi centrali fotovoltaiche – o è più logico pensare a tante mini centrali fotovoltaiche sparse sul territorio?
“Il nostro Paese – è la premessa di Carlo Privato, responsabile Area Fotovoltaica del Dipartimento Tecnologie per l'Energia, Fonti Rinnovabili e Risparmio Energetico – ha un paesaggio già ampiamente antropizzato, trasformato ed adattato, cioè, alle esigenze dell’uomo. Occupare, quindi, grandi spazi verdi per grandi centrali fotovoltaiche è discutibile se si pensa alle enormi superfici degli edifici residenziali ed industriali esistenti in grado di ospitare sistemi fotovoltaici. È stato stimato che potenzialmente il fotovoltaico integrato negli edifici in Italia potrebbe produrre fino a circa 126 TWh/anno (il 38% dei consumi elettrici relativi all’anno 2005 che sono stati pari a 329 TWh). Il nuovo Conto Energia favorisce proprio questo approccio con tariffe incentivanti per i piccoli impianti integrati negli edifici, tipicamente asserviti a utenze familiari, molto più alte di quelle destinate ai grandi impianti posizionati sul terreno; questo al fine di favorire una maggiore diffusione della tecnologia sul territorio e tra gli utenti, e nello stesso tempo per evitare l’occupazione di suoli sfruttando le superfici esterne degli edifici con la giusta esposizione rispetto al sole.

- Costruire, quindi, piccoli impianti fotovoltaici integrati nelle abitazioni. Questa la strada indicata da Carlo Privato e dall’ENEA. Lo strumento per farlo è un decreto, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23 febbraio 2007 e denominato Conto Energia, che regolamenta tutti i criteri per la produzione di Energia elettrica sia per fare fronte al fabbisogno personale che per contribuire al fabbisogno energetico nazionale. Proviamo a fare un esempio: Il signor Rossi abita a Roma. Quanto deve investire per realizzare un impianto fotovoltaico sul tetto della propria abitazione? E ancora: in quanto tempo si ammortizza l’investimento? Quando si comincia a guadagnare?
“Partiamo dai costi. Un impianto fotovoltaico ha un costo medio di 7.000 ? a kWatt installato, il che vuol dire che per un impianto di 3 kW occorre investire 21.000 ?. L’ingombro di un impianto di questo tipo è circa 30 metri quadrati. La capacità produttiva di un impianto fotovoltaico varia a seconda delle zone di installazione; a Roma un impianto fotovoltaico di 3 kW è in grado di produrre 3900 kW/h all’anno. Ipotizziamo, ora, che l’impianto del nostro signor Rossi sia parzialmente integrato nel tetto, e cioè che i moduli siano installati in modo complanare alle superfici, senza sostituire i materiali di rivestimento del tetto. In questo caso al signor Rossi verrà applicata una tariffa incentivante di 0.44 ? per ogni kWh prodotto. A fine anno avrà ricavato dalla vendita dell’energia prodotta 1716 ? ai quali andranno aggiunti 780 ? di risparmio in bolletta per lo scambio sul posto. In totale, quindi, il risparmio economico annuale sarà di 2496 ? all’anno. Considerando il costo di investimento (21000 ?), per ammortizzare la spesa occorreranno 8,4 anni. Da quel momento in poi e per altri 12,6 anni tutta la produzione di energia si tramuterà in guadagno per il nostro signor Rossi. Considerando altri interventi sull’edificio, che consentano un risparmio energetico o l’utilizzo di contributi da parte di Enti locali, laddove ci sono, il tempo di ammortamento può arrivare a ridursi anche a poco più di 6 anni e mezzo.”

La tabella allegata fornisce un quadro completo della capacità di produzione di un impianto fotovoltaico in funzione della zona di installazione, i relativi tempi di ammortamento e gli eventuali sgravi e maggiorazioni previsti.

Per saperne di più:

Dossier: "Lo sviluppo del fotovoltaico in Italia e le tecnologie proposte dall'ENEA"

Dossier: "ENEA per il solare fotovoltaico"

 

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