...E ora tutti al lavoro: per la tutela della biodiversità nuovi modelli gestionali in agricoltura - Biodiversità e agroecosistemi - Agricoltura eco-sostenibile, agroindustria, biotecnologie

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...E ora tutti al lavoro: per la tutela della biodiversità nuovi modelli gestionali in agricoltura


La parola d’ordine è definire nuovi modelli gestionali dell’agricoltura, fattore determinante per la qualità del territorio, la produttività presente e futura delle attività campestri e, di conseguenza gli sviluppi socioeconomici del territorio. A spiegare come poter intraprendere questo percorso è Laura Padovani, ricercatrice del Dipartimento Biotecnologie, Agroindustria e Protezione della Salute dell’ENEA. La chiave di volta è nelle moderne tecniche produttive che riguardano le risorse della biodiversità che l’uomo ha ottenuto nel tempo in termini di varietà, tecniche culturali e conoscenze, avendo sempre presente che tutto quello di cui l’uomo dispone non rappresenta solo il percorso del passato, ma delinea le potenzialità future e determina le risorse di cui si disporrà. La consapevolezza di tutto questo richiede la riorganizzazione dei modelli dell’agricoltura con un’inversione di rotta. Secondo la ricercatrice, in agricoltura occorre passare da una coscienza ‘technology intensive’, su cui si fondava la Rivoluzione verde (poche varietà ma altamente produttive e a larghissima diffusione) ad una impostazione ‘knowledge intensive’ che sa integrare le problematiche produttive, ambientali e sociali: in una parola sola si tratta di gestione sostenibile degli agroecosistemi. Il passaggio certo non è facile né rapido ma è qui che entra in gioco il valore intangibile delle moderne conoscenze, tra cui, ad esempio, le tecnologie digitali, l’informatica, le biotecnologie e le nanotecnologie.


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